BALLARE PER NON MORIRE


Questa notte ho fatto un sogno.
Ero in strada con altre persone che conoscevo, ad un certo punto abbiamo sentito una musica e abbiamo incominciato a ballare, ballando ci siamo tolti la mascherina perché non potevamo respirare. La gente intorno a noi ci guardava impaurita sorpresa e arrabbiata, tutti con le mascherine, molti indossavano anche occhiali scuri; alcuni scappavano via, altri imprecavano contro di noi, altri ci additavano come untori e ci accusavano di non rispettare i loro morti, ma non era nostra intenzione mancare di rispetto ai nostri simili, eravamo solo presi da una bellissima musica e non volevamo rinunciare a ballare, la musica era come se rapisse la nostra anima in una danza che ci apparteneva da sempre, oltre la dimensione dello spazio e del tempo.
Altri ancora semplicemente ci guardavano attoniti e anche un po’ compiaciuti. La musica era alta e noi saltavamo in alto e godevamo della danza e della libertà di muoverci. Alcune persone si univano a noi e appena cominciavano a ballare si toglievano la mascherina per poter respirare mentre muovevano il loro corpo. Sempre più persone si univano a noi a danzare, la musica sembrava provenire dal cielo ma non potevamo vederne la sorgente.
Ad un certo punto sono arrivati dei droni neri, erano sopra la nostra testa e una voce al microfono ci diceva “continuate a ballare se non volete morire!” I droni sparavano fasci di onde mortali, e noi eravamo costretti a ballare per non morire; quest’obbligo all’inizio provocava sgomento, allora alcuni hanno smesso di ballare e l’onda mortale del drone li ha colpiti e sono morti; io a altri abbiamo continuato a ballare e incredibilmente l’onda del drone non ci colpiva. Nel vedere questo, altra gente si è unita a noi a ballare, uomini, donne, di tutte le età e di tutte le razze, anche i bambini che si divertivano tantissimo, ed eravamo veramente tanti, ma tanti, ma tanti, tantissima gente che si riversava nelle strade e nelle piazze a ballare, incuranti dei lock down, incuranti del coprifuoco, incuranti dell’onda mortale dei droni, tanta gente che ballava e piangeva e rideva come non avevano mai fatto in tutta la loro vita, si buttavano nella mischia a ballare scegliendo tra ballare e morire, sceglievano e lo facevano come se non ci fosse stato un domani, si giocavano il tutto per tutto, incuranti dei droni e delle guardie, che nel frattempo erano arrivate ma che non riuscivano a contenere con le armi questa onda di amore umano che esplodeva nelle piazze, nelle strade e anche nei vicoli. L’onda d’amore era così forte, ma così forte, che ad un certo punto alcune guardie si sono tolte caschi e divisa e hanno incominciato a ballare anche loro, fregandosene degli ordini di uccidere, finché tutte le guardie si sono unite ai loro simili e alla gioia umana. Ad un certo punto sono arrivati dei droni bianchi e come per incanto i droni neri sono scomparsi, letteralmente volatilizzati. I droni bianchi hanno incominciato a riversare sulla gente petali di fiori di tanti colori e gocce di luce dorata che inebriava i corpi, la gente piangeva e alzava le braccia al cielo, per ricevere quella specie di manna che miracolosamente cadeva abbondante, un rosolio che leniva le ferite di un’umanità malata a causa della schiavitù in cui era stata tenuta per millenni da una dinastia di draghi tiranni che si nutriva dell’anima umana.
Allora tutti si abbracciavano, gente che non si conosceva si prendeva per mano e si sorrideva, tutti abbracciavano tutti e nessuno aveva più paura dell’altro, era come se la cattiveria, la malizia e la miseria umana fossero scomparse per incanto, pezzi di anima tornavano a casa nel corpo di noi tutti e la luce divina permeava ogni angolo del pianeta.
Leela Letizia

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