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articoli sull’Aum Meditation

Aum Meditation: un acceletatore per la crescita personale


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Un’altra Aum Meditation è accaduta a Milano con tanti amici che avevano voglia di “buttare via” tutto il peso emozionale che non serve per riconnettersi all’energia vitale e al sentire del cuore. Sabato 14 maggio 2016 a Milano, più di trenta “anime in cammino” si sono trovati per immergersi nell’affascinante viaggio interiore dell’Aum Meditation. Una tecnica potentissima per esprimere le emozioni in modo totale e riconnettersi con parti di sè sopite e dimenticate, per ritrovare la naturalezza e spontaneità di quando si era bambini con la consapevolezza dell’adulto che si è oggi. Alla fine ci si sente più leggeri,  dopo aver espulso una bella quantità di tossine emozionali, ci si sente leggeri, rinnovati nel cuore nel corpo e nell’anima. In due ore e mezza hai la possibilità di esprimere tutte le emozioni che hai dentro anche da tanto tempo, rabbia, dolore, amore gioia, entusiasmo, fino ad arrivare a sedersi in silenzio per assaporare il frutto di tutto il “lavoro” delle due ore precedenti. Quando esci dall’Aum Meditation sei diverso: arrivi arrabbiato, triste, teso, stressato, impaurito, ed esci rilassato, gioioso ed entusiasta. In sole due ore e mezza ti sei alleggerito di pesi che altrimenti sarebbero rimasti lì magari per anni! Dunque un potente acceleratore per la propria crescita personale, un momento per dare un break alla mente e immergersi consapevolmente in uno spazio emozionale, per esprimere tutte le emozioni in un ambiente protetto e in modo totalmente innocuo per se stessi e per gli altri, per poi riemergere leggeri, gioiosi e pieni di amore.  l’Aum aiuta anche a creare amicizie, a risolvere conflitti tra le persone, a unire  e anche questa volte certamente ha svolto il suo compito per portare più amore tra le persone. Veeresh, il creatore dell’Aum Meditation, l’ha definita “uno strumento per la pace nel mondo”.  In effetti, se in tutto il mondo le persone partecipassero all’Aum Meditation, si potrebbe creare insieme un mondo di amore e di gioia, il paradiso sulla terra.

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Veeresh, Fondatore della Humaniversity e creatore dell’Aum Meditation

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PEACE MEDITATION: SE HAI IL POTERE DI CREARE LA GUERRA HAI ANCHE IL POTERE DI CREARE LA PACE


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“Se hai il potere di creare la guerra, hai anche il potere di creare la Pace”. Veeresh, Peace Meditation

La Peace Meditation è una delle meditazioni sociali create da Veeresh alla Humaniversity.

Essa fu creata in occasione della strage delle Torri Gemelle nel 2001. Veeresh diede il suo contributo alla pace nel mondo creando questa meditazione sociale, la Meditazione della Pace.

Si tratta di un processo interattivo durante il quale abbiamo l’opportunità di osservare noi stessi e la nostra attitudine interiore alla guerra, ovvero al creare conflitti.  Dalla posizione conflittuale arrogante del “io ho ragione e tu hai torto”, si prende poi una posizione precisa sull’attitudine alla guerra, scegliendo consapevolmente di rinunciare al conflitto. La scelta parte dall’ascolto interiore che porta a entrare in contatto con il desiderio di pace e di amore dentro se stessi. Quando riesci a sentire profondamente il desiderio di pace e di amore per te e per gli altri, allora puoi consapevolmente lasciare andare l’attitudine a creare il conflitto e imparare a muoverti verso l’amore.

Le varie fasi della meditazione ci portano poi a ricontattare quella parte “magica” e visionaria che può vedere qualcosa di bello e creare amore intorno a sè, cambiando l’attitudine alla guerra in attitudine di pace per creare un mondo migliore.

Immaginando di essere in pace con se stessi e con gli altri e che tutte le persone intorno lo siano a loro volta, possiamo vedere  e sentire la bellezza di un mondo in cui regnano pace e amore, da cui parte la nostra creazione.

Dunque la maggiore consapevolezza è una presa di coscienza che la pace dipende da noi, è nelle nostre mani e parte da noi. La strada per arrivare alla pace tra le persone è attraverso l’amicizia, la via del cuore. A partire da noi stessi dunque possiamo creare in modo consapevole ciò che è bene per noi. Questo non significa che tutto il mondo lo farà, non significa neanche che siamo in grado di fermare le decine e decine di guerre in atto nel mondo, tuttavia il nostro piccolo contributo è importante per chi ci sta intorno, se incominciamo da noi certamente le persone alle quali piace questo discorso potranno sentirsi vicine a noi e in questo modo potremo creare un movimento pacifico dove la pace è il risultato di una scelta consapevole e di un reale desiderio di amore per se stessi e per gli altri.

Tra confronto, ascolto, danze e abbracci possiamo sentirci dunque più connessi con noi stessi, diventare più consapevoli dei nostri meccanismi verso la guerra e del nostro profondo desiderio di pace, vero per ogni essere umano integro.

 

Peace Meditation al Festival di Osho Miasto nel 2003

Peace Meditation al Festival di Osho Miasto nel 2003

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Veeresh

***

Un uomo di pace non è un pacifista, un uomo di pace è semplicemente un lago di silenzio.

Emana nel mondo un nuovo tipo di energia, canta una nuova canzone.

Vive in un modo totalmente nuovo, la sua stessa vita è grazia, preghiera, compassione.

Crea una maggiore energia di amore in chiunque rimanga toccato da lui.

L’uomo di pace è creativo.

Non è contro la guerra, perché essere contro, qualsiasi cosa, è essere in guerra.

Non è contro la guerra, semplicemente comprende perché la guerra esiste.

E da quella comprensione diventa pieno di pace.

Solo quando ci sono molte persone che sono laghi di pace, di silenzio, di comprensione,

la guerra sparisce.

Soltanto laghi di pace in tutto il mondo…

molti, molti buddha, potranno far nascere una nuova vibrazione, una nuova onda, una nuova consapevolezza,

Tratto dal testo di Osho: “Zen: The Path of Paradox, Vol. II”.

 

Peace Meditation a Milano giovedì 21 maggio 2015, per informazioni visita http://www.leela.it

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SAPER ABBASSARE I PROPRI CONFINI E’ NECESSARIO PER CREARE RELAZIONI APPAGANTI


BAMBINI[1]

 

Uno dei miei precedenti articoli si intitolava “Saper mettere i propri confini è importante per creare relazioni d’amore”. Nella mia nota citavo un noto Osho Therapist, Krishnananda, il quale in uno dei suoi libri ha pubblicato una lista di atti, che ha chiamato “Lista delle invasioni”. Il libro tratta del bambino emozionale interiore, quella parte di noi che ancora vive e che ancora vuole e ha bisogno di essere amata. Il bambino, essendo totalmente dipendente, ama i propri genitori, fonte del suo amore e della sua sopravvivenza. Se per qualche motivo i genitori sono invasivi o abusivi, anche senza volerlo, anche pensando di fare il suo bene, questo bimbo crescerà con una ferita detta “da invasione”. Creerà un suo modo di proteggersi da questa ferita… Esiste poi un’altro tipo di ferita, detta da “abbandono”, tipicamente è una ferita subìta perchè i genitori o non c’erano o c’erano fisicamente ma non erano veramente presenti per il bambino, o non gli davano veramente l’amore di cui aveva bisogno..  questo bambino crescerà portandosi dentro una grande “fame d’amore”, un vuoto che ha bisogno di colmare, perchè non è mai stato veramente nutrito, da un punto di vista umano. Questa persona, crescendo, potrebbe non essere in grado di porre i propri confini, proprio perchè la mancanza di amore è così profonda, che pur di avere una briciola di amore è disposta ad accettare tutto, anche un’invasione, un abuso, un’umiliazione, uno scherno: la paura di far sentire la propria voce e che l’altro disapprovi e l’abbandoni prevale mandando in panico questa persona.

Nel processo di guarigione del bambino emozionale interiore, è importante riconoscere le proprie ferite da invasione che creano uno strato protettivo per il quale la persona è sempre nel “no”, nel non voler ricevere, a causa della mancanza di fiducia negli altri, e le proprie ferite da abbandono, per cui la persona che ne soffre ha la tendenza a dire sempre di “si”, pur di avere un po’ di amore, ma il suo sì non è un si che nasce dal cuore ma dal bisogno di colmare i suoi buchi emozionali profondi. Nel processo di guarigione quindi, le persone che hanno subìto una ferita da abbandono, hanno bisogno di imparare a riconoscere il proprio meccanismo in base al quale  accettano tutto ma in realtà stanno elemosinando amore. Una volta riconosciuto questo meccanismo, occorre che queste persone imparino a mettere i propri confini, cioè a dire “no”, quando si sentono invasi, dove sentirsi invasi è un fatto estremamente soggettivo, dipende dal passato di ognuno. Questo aiuta questo tipo di persone a imparare a sostenersi da soli, a trovare l’amore per se stessi senza elemosinarlo all’esterno, con un conseguente rafforzamento della propria autostima e del proprio potere interiore. E solamente quando hanno imparato a dire “no”, possono imparare ad aprirsi ad un “Si” autentico, a un “si” che viene dal cuore e non dalla fame di amore, poichè hanno trovato l’amore dentro di sé.

Le persone che hanno subìto una ferita da invasione, hanno bisogno di riacquistare la fiducia negli altri,  solo allora possono incominciare ad abbassare la “guardia”, a far cadere i confini che hanno creato per proteggersi, gli stessi confini che hanno permesso loro di sopravvivere ma che hanno anche impedito loro di vivere veramente, attraverso il dare e ricevere amore.

Saper abbassare i propri confini è dunque necessario per creare relazioni d’amore, infatti le relazioni d’amore esistono solamente quando ci si muove dal cuore, quando si è pronti a comprendere l’altro, quando si è capaci di lasciare andare e trasformare la rabbia per le aspettative deluse, o quando addirittura la comprensione è talmente elevata che questa rabbia non esiste più, ma esiste una profonda accettazione dell’altro e della realtà per ciò che è. Tutto ciò avviene quando si ha comprensione e compassione per se stessi e si smette di cercare nell’altro la fonte di soddisfacimento dei propri bisogni, quando ci ricolleghiamo con la nostra sorgente interiore.

Per potere abbassare i propri confini tuttavia occorre avere sviluppato alcune qualità interiori che ci aiutano a muoverci verso ciò che ci fa bene: la fiducia in noi stessi e un buon livello di autostima che ci aiuta a fare azioni verso l’altro superando la paura del rifiuto o dell’invasione; la capacità di ascoltarsi interiormente , che ci aiuta a comprendere quando possiamo permetterci di abbassare i nostri confini e quando invece è necessario “tenere alta” la guardia. Mi spiego meglio: se vai verso una persona con il cuore aperto e questa persona ti ferisce, certamente la tua fiducia crollerà, ti sentirai nuovamente avvilito e ti richiuderai a riccio. Ognuno di noi ha una soglia di tolleranza del “dolore del bambino interiore”. Quando rispetti la tua soglia di tolleranza allora va bene, sei sulla buona strada per creare relazioni di amore.

Tuttavia se gli altri ci feriscono non significa che dobbiamo vivere soli e isolati giustificandoci con il luogo comune che “non abbiamo bisogno di nessuno”, il bisogno dell’altro esiste sempre perchè è anche attraverso lo scambio di amore, piacere, gioia, che ci evolviamo come essere umani ed entriamo in contatto con il divino in noi, ma esiste una enorme differenza tra il “pretendere” amore e arrabbiarsi quando siamo delusi nelle nostre aspettative, e “comunicare” all’altro i nostri bisogni, con rispetto e accettazione di ciò che è, anche di un “no” che arriva, semplicemente perchè l’altro non può darci ciò che chiediamo.

Forse a questo punto qualcuno si chiederà come è possibile abbassare i propri confini con persone che invadono, abusano, che non sono presenti o non sono in qualche modo disponibili, in generale che ci feriscono … la risposta in teoria è semplice, basterebbe stare lontano da ciò che ci fa male. occorre comprendere veramente ciò di cui abbiamo bisogno (vogliamo una relazione? vogliamo un amante? vogliamo più amanti? vogliamo amici fidati? vogliamo un’amico? o un’amica? o altro..?) una volta compreso ciò di cui abbiamo bisogno, cerchiamo di muoverci verso le persone che sono disponibili per noi, che sono aperte all’amicizia, all’amore, e lasciamo perdere le persone che non sono disponibili o ci feriscono.

Possiamo amare tutti indistintamente quando il nostro cuore è aperto e disponibile, ma è un nostro diritto prediligere di relazionarci con persone con cui abbiamo affinità, sintonia e la possibilità di creare una relazione di amore o di amicizia. Inoltre il cuore è fragile, occorre nutrirlo con amore e smettere di sottoporlo a shock e stress continuando a ristimolare le ferite del passato.

Questo non significa che certamente saremo circondati di amici fidati, perchè occorre tenere presente che noi possiamo trovarci bene con alcune persone più che con altre ma questo non significa che chi ci soddisfa in generale debba o possa colmare tutti i nostri “buchi” emozionali interiori, dunque magari accade qualche volta che i nostri stessi amici fidati o il nostro partner ci feriscono, finchè non c’è una grande conoscenza e sensibilità reciproca. E’ dunque necessario che ci prendiamo cura di noi stessi prima di tutto e che sviluppiamo una capacità di osservarci al di là di come è fatto l’altro, riconoscendo la nostra ferita senza dare la colpa all’esterno di noi, ma comunque comunicando all’altro ciò di cui abbiamo bisogno. Se il nostro interlocutore è sufficientemente sensibile sarà aperto a comprenderci, altrimenti continuerà a ferire il nostro bambino interiore e le possibilità che abbiamo sono diverse: subìre passivamente (scelta non consigliata), lottare, accettare l’altro così come è, allontanarci dal dolore per muoverci verso l’amore.

A volte non è semplice ma non è neanche impossibile. Qualcuno ci riesce in fretta, altre persone hanno bisogno di tempo a causa dei condizionamenti , delle paure, delle difese e di tutti i pensieri e meccanismi che abitano la mente , per lo più inconscia, ma se questo è ciò che vuoi veramente, fidati, prima o poi arriverai lì.

sito web: http://www.leela.it

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SAPER METTERE I PROPRI CONFINI E’ IMPORTANTE PER CREARE RELAZIONI APPAGANTI


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Dal libro di Krishnananda  “Uscire dalla Paura” – Ed. Feltrinelli ….qualche anno fa Michael, uno dei miei amici più intimi, partecipò ad un gruppo di condivisione di uomini a Marin County e mi mostrò una lista, ricevuta dal conduttore del gruppo, in cui erano elencati i diversi modi in cui ci invadiamo l’un l’altro. Scorrendo la lista fui sbalordito di quanti comportamenti invasivi avessi, inconsciamente, nei confronti degli altri e, d’altra parte, riconobbi i molti modi in cui gli altri, senza che io ne fossi consapevole, mi avevano invaso. Leggendo questa lista comprendevo le ragioni per cui spesso mi ero sentito arrabbiato e chiuso verso certe persone. Io e Amana abbiamo usato questa lista come riferimento per stabilire una nostra lista che abbiamo chiamato “LISTA DELLE INVASIONI”. LISTA DELLE INVASIONI 1. Sentirsi dire cosa si dovrebbe fare, pensare o sentire 2. Qualcuno non mantiene una promessa, arriva in ritardo, non fa ciò che dovrebbe fare 3.Non essere riconosciuti nei propri sentimenti. Per esempio, “Non c’è bisogno di avere certe emozioni”, “Perchè hai paura? Non c’è nienete  di cui avere paura!” 4. Essere stuzzicati o presi in giro (questa, a meno che non ci sia fiducia e amore tra le persone, è una forma di violenza) 5. Essere trattati come bambini, con condiscendenza o con aria di superiorità 6. Essere ignorati, inascoltati o esclusi (nessuno è obbligato a darci attenzione a meno che non voglia, ma se lo fa, allora è naturale aspettarsi che sia presente 7.Il proprio spazio fisico non è rispettato. Per esempio,qualcuno prende qualcosa senza chiederlo o prende in prestito qualcosa senza restituirlo 8. Qualcuno pretende di avere ragione o di avere l’ultima parola 9. Il proprio “NO” non è rispettato 10.Subire violenze o minacce (di essere lasciati, di essere puniti, o che venga fatto del male). Questa violenza può manifestarsi in qualsiasi forma: verbale, energetica o fisica 11. Essere subissati di pretese 12. Essere manipolati attraverso la rabbia, il senso di colpa, le aspettative, il malumore, la debolezza, la malattia o il sesso 13. Sessualità inappropriata (di un adulto verso un bambino) o mancanza di sensibilità 14. Essere pressati, criticati, giudicati o sminuiti 15. Essere consigliati in modo incurante “La capacità di essere soli è la capacità di amare. Ti sembrerà un paradosso ma non lo è. E’ una verità esistenziale: solo coloro che sono capaci di essere soli, sono capaci di amare, di condividere, di raggiungere l’intimo nucleo dell’altra persona… senza possedere, senza diventare dipendenti, perchè non sono assuefatti all’altro”. Osho

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Imparare a riconoscere i propri bisogni (dire “SI” all’amore, ciò che fa bene) e imparare a mettere i propri confini (dire “NO” alle invasioni, ciò che fa male) è un passo fondamentale per creare relazioni amorevoli, in ogni area della vita. E’ il primo passo verso il rispetto per se stessi. E solo quando rispetti veramente te stesso  sei in grado di rispettare l’altro. Senza il rispetto reciproco non si possono creare relazioni autenticamente amorevoli, perchè non nasce la fiducia, non nasce la stima. Non possono nascere stima e fiducia per una persona che non ti rispetta. Potresti essere servile, ossequioso, incline a fare compromessi, ad accettare tutto, ma questo è dovuto alla paura e ai tuoi condizionamenti, oppure è una questione di interessi, ma non è ‘amore. Per poter stare bene in una relazione occorre essere capaci di stare da soli. Quando sai stare da solo e sei capace di godere della tua solitudine allora puoi scegliere … puoi scegliere i tuoi amici, puoi scegliere il tuo compagno, la tua compagna … datti il permesso di scegliere. Amore è stare bene, sentirsi bene con qualcuno, uno spazio in cui finalmente ti puoi rilassare. Il tuo corpo e il tuo cuore te lo dicono, ma tu sei veramente in ascolto? Se lo sei allora farai la scelta giusta.

Certo è che mettendo i propri confini con tutti come comportamento generale diventa difficile creare relazioni appaganti, perchè quando si è in amore e in amicizia i confini cadono, tuttavia è importante comprendere che abbassare i propri confini senza avere un minimo di certezza di poterti fidare dell’altra persona può essere rischioso. Viene spontaneo dunque chiedersi come ci si può muovere verso relazioni appaganti… la mia esperienza è che le relazioni che funzionano si creano nel tempo, e vanno coltivate come i fiori di un bellissimo giardino. Una relazione che funzioni parte dal rispetto e dalla fiducia reciproca, fiducia che a volte deve essere costruita o ri-costruita, è sempre una scelta individuale aprirsi agli altri o rimanere per sempre nelle proprie difese, e non c’è giusto o sbagliato in questo, solo pensa valga la pena chiedersi se nella vita si vuole la solitudine oppure se si desiderano amici, un partner, belle relazioni con i propri familiari, e come fare per avere relazioni che nutrono il cuore.

A questo punto vale la pena di ascoltare anche i desideri del cuore e dell’anima prima di decidere di rimanere fermi nelle proprie chiusure, e poi eventualmente trovare la soluzione giusta che apra la strada a un dialogo e a connessioni di cuore più profonde.

(Leela) sito: http://www.leela.it

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LA VIA DELL’AMICIZIA: GRAZIE VEERESH!


Scritto per l’articolo: Grazie Veeresh! pubblicato sull’ Osho Times Italiano di aprile 2015

 

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La via dell’Amicizia

Potrei scrivere mille aneddoti sui miei 22 anni di conoscenza di Veeresh. In generale posso dire che tutti i momenti passati accanto a lui sono sempre stati ad alta frequenza energetica che si manifestava attraverso gioia, risate, lacrime di gratitudine, silenzio, serietà professionale, sobrietà, a volte solennità e anche grande festa. Voglio ricordare in particolare quando ho lavorato personalmente con lui nei gruppi in Olanda. Ho partecipato al gruppo estivo (che ha avuto molti nomi tra cui Osho’s Dream, Melting, WOW), per più di dieci anni, in vari ruoli ed è sempre stato uno dei momenti più intensi e meravigliosi del mio tempo passato alla Humaniversity. Al WOW in genere c’erano sempre più di cento partecipanti, un gruppo numeroso che entrava profondamente e intensamente nelle emozioni con l’obiettivo di superare le barriere della mente per contattare lo stato primario della gioia, dell’amore e del silenzio interiore. C’erano sempre le maratone, notti in cui non si andava a dormire e si faceva tanto lavoro di bioenergetica e rilascio emozionale, raccolto e lenito da tanti momenti di abbracci, amicizia e intimità. Un’esperienza oltre i normali limiti fisici e mentali attraverso cui Veeresh ci mostrava quanta energia abbiamo, quanto potenziale e quanto amore c’è dentro ognuno di noi. Il lavoro necessitava della massima cura e di uno staff di persone esperte in grado di contenere le emozioni di tutti e capace di farle fluire nell’amore. E lo staff formato da Veeresh è in grado di farlo in modo molto professionale. Veeresh è stato l’insegnante più importante nel mio percorso di crescita personale e di formazione come counselor e per me è stato un onore entrare a far parte del suo staff, perché potevo imparare direttamente da lui, ricevere i suoi feedback e i suoi consigli. Era un piacere per me essere vicino alla sua energia vibrante e pulita e incontrare il suo sguardo che penetrava nel cuore.

I momenti in cui ci riunivamo come staff insieme a lui durante il gruppo erano sempre molto attesi. Ci si focalizzava totalmente sul lavoro pratico e sulla cura per le persone. Era un momento di grande serietà e professionalità, perché l’obiettivo primario era il buon esito dell’esperienza per tutte le persone coinvolte: i partecipanti, lo staff, i lavoratori e tutta la comunità della Humaniversity che in questo mese speciale diventa veramente grande. Veeresh guidava con maestria il suo staff affinché tutto potesse procedere nel migliore dei modi e i partecipanti potessero ricevere il massimo da questa incredibile esperienza. Dopo la fine del WOW c’era l’ultimo staff meeting, dove ognuno di noi condivideva ciò che aveva vissuto, ciò che aveva imparato per se stesso, ciò che aveva imparato nel lavoro con le persone. Durante questi momenti veramente speciali, uscivano lacrime di gratitudine, profondi ringraziamenti e apprezzamenti per ciascuno di noi e per Veeresh. Avevamo fatto uno splendido lavoro di team, sotto la guida sapiente del nostro leader, e dopo tutte le condivisioni, i chiarimenti, gli apprezzamenti, non rimaneva altro che celebrare, celebrare la fine del WOW, celebrare il nostro impegno, celebrare noi stessi, i momenti passati insieme, il sostegno reciproco e l’amicizia che si era creata grazie a questa bellissima esperienza. Sì, perché la via di Veeresh è la via dell’amicizia: ogni esperienza è un’occasione per essere amici e per diventare più amici. Con Veeresh nulla rimaneva tra le righe, si facevano tutti i tentativi possibili per lasciare cadere le proprie armature psicologiche e lasciare fluire l’amore, perché l’amore non ha confini, come spesso dice nei testi delle sue meditazioni. La fine del WOW era dunque il momento per rilassarsi insieme e celebrare, con risate, regali e champagne, ma il regalo più bello era sempre essere con lui, godere della sua presenza amorevole, potente e gioiosa.

Grazie Veeresh per tutto ciò che sei stato per me, per i tuoi insegnamenti e per la tua amicizia. Ci hai lasciato preziosissimi strumenti per la crescita interiore tra cui le tue meditazioni sociali, ciascuna con il suo speciale messaggio. Hai creato l’AUM Meditation, una tecnica che è un gioiello per tutti i meditatori e ricercatori spirituali, per chi vuole stare bene con le proprie emozioni, creare amicizie autentiche e contribuire alla pace nel mondo. Ora che la tua anima è libera di danzare nella luce divina dell’esistenza, sei sempre vivo nel mio cuore e mi unisco al cuore di tutte le persone che continuano ad amarti per l’essere speciale che sei e per il grande contributo che hai dato all’umanità. Leela

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DOPO L’AUM MEDITATION DI SABATO A MILANO …


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Aum Meditation di sabato 14 marzo 2015 a Milano

Aum Meditation di sabato 16 maggio 2015 a Milano

Aum Meditation di sabato 13 giugno 2015 a Milano

Sabato 14 marzo 2015 l’Aum Meditation a Milano ha creato energia altissima e grande profondità.  Ha aperto la mente a nuove consapevolezze per molti  partecipanti, grazie all’espressione del corpo e delle emozioni. Ancora una volta l’Aum non è solo una tecnica per scaricare stress e lasciare andare negatività e carichi emozionali anche pesanti, è uno strumento potente per la crescita interiore, perchè permette di contattare parti profonde di sè e di sperimentare se stessi oltre la paura e le inibizioni che provengono dal passato, superando i propri limiti. Grazie all’Aum e a chi l’ha creata: Veeresh .

Ecco alcune delle condivisioni dei partecipanti, che per motivi di privacy mantengo anonime:

“Mi sono ritrovato”

“Mi sono sentita molto energica amo ballare e esprimere in quella forma la potenza della gioia di vivere”

“Sento che è stato l’unico spazio in cui ho espresso con tutta me stessa emozioni profonde e forti, senza particolari inibizioni”

“Ho percepito il corpo e la presenza in maniera molto più totale”

“la rabbia, il pianto, la catarsi e tutto il resto…all’inizio imbarazzata per la mia condizione dopo pochi minuti mi sono sentita subito a casa”

“Bellissima Aum.. Tanta energia..coraggio d’esserci..e voglia di affrontare i propri limiti…”

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Sabato 16 maggio si è consumata un’altra Aum Meditation a Milano, un altro momento ad alta energia dove i partecipanti hanno potuto esprimere la negatività e lo stress a fior di pelle e riconnettersi alle emozioni positive, per alcuni è stata una positiva sorpresa alla loro prima Aum Meditation, per qualcuno è stato un momento per contattare la propria forza interiore e quella parte che è capace di mettere i propri confini quando occorre, per altri ancora la possibilità di sentire profondamente il proprio bambino interiore ferito e di diventare consapevole di quanto amore e dolcezza esso ha bisogno.

Voglio in particolare dire alcune cose sull’espressione della negatività: questa emozione , la rabbia, socialmente inacettabile e spiritualmente improponibile, è dentro tutti gli esseri umani semplicemente perché fa parte della vita provare rabbia o disappunto, così come essere tristi o essere felici. La rabbia è l’espressione di una frustrazione e di un dolore più profondo, e in un percorso di crescita interiore è importante imparare a contattarla, riconoscerla e imparare a esprimerla in uno spazio protetto, in modo tale che questa rabbia non diventi nociva per se stessi e gli altri nella vita normale. Spesso la tendenza delle persone è quella di far finta che la rabbia non esista, sia perchè può essere pericoloso contattare queste energie se non si sa come gestirle consapevolmente, sia perchè la società in generale condanna le emozioni perché destabilizzano e rendono le persone poco efficienti e molto problematiche. Occorre tuttavia ricorda che lo spazio dell’Aum non è uno spazio di vita reale, è uno spazio protetto creato appositamente per esprimere anche questa emozione, e non solo questa emozione…

A questo proposito riporto un pezzo di una mia intervista fatta a Premdip e Chandrika, direttori della Humaniversity, il luogo dove l’Aum Meditation è stata creata,  pubblicata sulla rivista Renudo nel 2003 :

Leela: Una delle parti dell’AUM è il confronto con gli altri: i partecipanti si gridano tutta la negatività che hanno bisogno di esprimere, ma ci sono persone che non vogliono insultare gli altri ed essere insultati. Puoi spiegare il significato di questa fase della meditazione?
Premdip: Credo che queste persone pensino che se non esprimono gli insulti questi insulti non esistono, così preferiscono tenerli repressi dentro se stessi; noi preferiamo pensare che se le emozioni negative vengono espresse in un ambiente protetto, esse non esisteranno più tra te e l’altro.
Chandrika: Esiste anche una incomprensione di fondo sul fatto che la negatività e il giudizio sono “male” e che “devi” essere considerevole nei confronti degli altri, ma il fatto è che o il giudizio non ti appartiene e quindi non ti resta attaccato, oppure è verità e in questo caso ti può aiutare a vedere qualcosa di te stesso. In più, se non esprimi la negatività essa ti seguirà nei tuoi sogni e influenzerà la tua vita. Vogliamo insegnare alla gente a diventare consapevole dei loro giudizi e ad esprimerli totalmente, in modo che possano liberarsi dei loro pesi.

L’Articolo si intitolava : “Aum Meditation e Amicizia”, in quanto l’Aum è una meditazione sociale che oltre ad accelerare il proprio personale processo di crescita interiore, il punto di  partenza dell’Aum stessa,  essa facilita anche la creazione di amicizia tra le persone e l’approfondimento di amicizie già esistenti, perché permette di pulire tutte le emozioni e la negatività eventualmente presente tra persone che si conoscono che si relazionano tra loro, in modo tale che una volta espresso quanto pesava sul cuore, le persone possono ricominciare a parlarsi dal cuore con la possibilità di comprendersi meglio e di approfondire l’amicizia.

Leggi l’articolo completo sul mio sito a questo link:

http://www.leela.it/aum-meditation-e-amicizia/

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Aum Chanting durante l’Aum Meditation alla Humaniversity, Olanda

 

Sabato 13 l’ultima Aum Meditation a Milano: un’esplosione di energia, amore e tanta totalità da parte dei partecipanti, tante lacrime e poi tante risate, spontaneità e abbracci… i partecipanti si sono “risentiti” e “ritrovati” … interessanti e sinceri i commenti alla fine dell’Aum … L’Aum è un acceleratore della propria crescita personale, ti porta più velocemente in contatto con te stesso .

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AUM MEDITATION E CONSAPEVOLEZZA EMOZIONALE –


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(Un mio articolo pubblicato nel 2005 sulla rivista on-line “stranamente”)

La AUM (Awareness, Understanding, Meditation) è una tecnica di meditazione che ti aiuta ad entrare in contatto con te stesso attraverso l’espressione del corpo e l’uso della voce. Due ore e mezza in cui hai la possibilità di scaricare molte tensioni e di rilasciare molte emozioni trattenute. E’ un lavoro attraverso il quale puoi sentire di più te stesso, aprirti di più agli altri e scoprire il tuo potenziale energetico, ovvero quanta energia hai e quanta ne utilizzi nella tua vita quotidiana.

Il contesto dell’AUM Meditation non è una situazione di vita reale, è un ambiente protetto dove puoi lasciarti andare oltre il giudizio e dare spazio a tutto ciò che normalmente non esprimi, con un’unica regola che è il rispetto, per te stesso, per gli altri e per l’ambiente che ti circonda. Le tue emozioni, che per svariate ragioni sei costretto a trattenere (perchè sei al lavoro o in famiglia, perchè hai perso l’abitudine ad esprimerti o hai perso il contatto con esse, o perchè non hai mai avuto la possibilità di esprimerti in modo veramente totale), possono avere sfogo in modo assolutamente innocuo per gli altri. Per come si sviluppa l’AUM Meditation, puoi entrare con naturalezza in un processo di ascolto di te stesso, fino ad arrivare a contattare lo spazio del silenzio in cui sei in meditazione.

L’altro aspetto è quello sociale: L’AUM Meditation ti offre l’opportunità di aprirti o riaprirti agli altri in modo sincero, creando la possibilità di trasformare le tue relazioni, di stabilire connessioni profonde, di rendere più fluida la tua capacità di comunicare e di superare la barriera dell’isolamento psicologico. Meditare insieme nell’AUM è molto intenso: gli altri sono come uno specchio in cui puoi vedere riflessa una parte di te, in questo modo puoi diventare più ricco interiormente, perchè attraverso gli altri puoi scoprire velocemente tanti aspetti della tua personalità.

Le prime due fasi sono dedicate all’odio e all’amore. Odio e amore sono due facce della stessa medaglia che è l’essere umano. Molte persone negano il sentimento dell’odio, poichè hanno la credenza profonda che “non va bene arrabbiarsi”, oppure perchè non possono arrabbiarsi, perciò trattengono questa emozione nel corpo facendo finta che non esista; altre persone, incapaci di trattenersi, la sfogano nella vita quotidiana, magari in famiglia o in luoghi pubblici, danneggiando se stessi o gli altri e creando un’onda di negatività e di dolore che si propaga non senza conseguenze. L’AUM dà la possibilità di esprimere questo sentimento in un ambiente adatto e senza pericolo per le altre persone, liberando il corpo da questa emozione negativa. Quando fai la meditazione un po’ di volte diventi più leggero, è come se ogni volta ti liberassi di un “peso” che ti porti con te, e che ora puoi lasciare andare.

L’amore viene espresso nell’AUM sia verbalmente che anche attraverso l’abbraccio. L’abbraccio non è verbale, va ben oltre le parole, è più profondo delle parole. Quando abbracci un essere umano, questa persona sente la vibrazione e il calore del tuo corpo e sente che ti stai prendendo cura di lei. Abbracciare è molto trasformativo: ti aiuta ad andare oltre la paura del contatto fisico, inoltre significa che sei il per l’altro, e se permetti a questa comunicazione non verbale di accadere, essa ti riporta indietro, al tempo in cui eri molto innocente e piccolo ed eri fra le braccia di tua madre; questo amore e questa cura è compresa ovunque nel mondo.

L’AUM Meditation ti aiuta a comprendere il mondo delle tue emozioni, e a gestirle in modo non distruttivo. Inoltre l’AUM Meditation ti insegna molto sull’amicizia e l’intimità, prima ti tutto con te stesso. Queste sono qualità che tutti gli esseri umani cercano ma di cui moltissime persone hanno paura.

L’AUM Meditation è intensa, divertente e trasformativa. Partecipare all’AUM in modo totale e continuativo crea una profonda tasformazione interiore. Dopo l’odio e l’amore ci sono altre dieci fasi in cui scopri la tua energia, esprimi il tuo caos interiore, danzi, piangi, ridi, esplori la tua sessualità,senti l’unione con il tutto, entri nel silenzio della meditazione, abbracci, dai e ricevi amore, ti riappropri della tua unicità e del tuo potere personale.

L’Aum Meditation è stata creata alla Humaniversity da Veeresh e nella sua visione,  l’AUM Meditation è uno strumento per la pace nel mondo.

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