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LA MAGIA DELLE RELAZIONI 27-29 maggio 2016


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Questa speciale esperienza ha lo scopo di aiutare a migliorare il proprio modo di relazionarsi a se stessi e agli altri per creare relazioni appaganti nella sfera intima, privata e sociale.
Da questa esperienza potrai avere molti benefici tra cui:
– la comprensione dei tuoi schemi relazionali e delle emozioni profonde che guidano le tue    azioni
– una rinnovata sensazione di benessere interiore e leggerezza
– più fiducia in te
– più apertura verso gli altri
– la comprensione di come portare più amore e gioia nella tua vita e nelle tue relazioni
Questa esperienza è rivolta a tutti coloro che sono in un percorso di crescita personale e sviluppo interiore, a persone che cercano un cambiamento, a ricercatori spirituali e a tutti coloro che vogliono dare una direzione positiva alla propria vita. Essa si rivolge sia a singles che a coppie che desiderano migliorare aspetti della loro relazione.

per informazioni e per partecipare:
eventiconleela@gmail.com, 340-2435240

questo evento è in programma in Toscana a Castell’Azzara in provincia di Grosseto, in un agriturismo immerso nel verde con graziose camere a due, tre e quattro letti. Il cibo è vegetariano e su richiesta vegano. C’è molto spazio verde e per rilassarsi nei momenti di intervallo c’è anche la piscina.

 

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EGOCENTRISMO, NARCISISMO E MEGALOMANIA


EGOCENTRISMO

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L’egocentrismo è la caratteristica delle persone che ritengono le proprie opinioni o i propri interessi più importanti di quelli altrui. La parola deriva dal termine greco έγω che significa “Io”. La tendenza dell’egocentrico è di non mettersi mai nei panni dell’altro. Il soggetto egocentrico si comporta come se fosse al centro dell’universo. È attento ai propri bisogni e sembra ignorare il pensiero altrui, non riesce a cogliere o considerare il punto di vista del resto del mondo.

Secondo lo psicologo svizzero Jean Piaget esiste un periodo nella vita dove tutti siamo egocentrici  che è quella da 0 a 3 anni. L’egocentrismo è una caratteristica tipica del comportamento infantile, che consente di vedere il mondo con se stessi al centro e tutto il resto a cerchi concentrici. In questa situazione il bambino ritiene che tutto sia dovuto e che esista solo la soddisfazione dei propri bisogni. Poi con l’ adolescenza, verso gli 11 anni, ci si apre di più alla considerazione dell’esterno e si comincia a provare empatia verso gli altri.

 

NARCISISMO

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Può definirsi come un disturbo della personalità caratterizzato dall’amore che un soggetto prova per la propria immagine e per se stesso. La parola deriva da Narciso, personaggio della mitologia greca così attratto dalla propria bellezza da rispecchiarsi nell’acqua fino a cadervi eannegare. Le caratteristiche principali del narcisismo sono:

1) reazione alle critiche con rabbia, vergogna o umiliazione;

2) tendenza a sfruttare gli altri per i propri interessi;

3) grandiosità, cioè sensazione di essere importanti, anche in modo immeritato;

4) il sentirsi unici o speciali, e compresi solo da certe persone;

5) fantasie di illimitato successo, potere, amore, bellezza, ecc.;

6) persistente invidia.

 

MEGALOMANIA

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La definizione più semplice di megalomania è la concezione di ritenersi a tutti i costi superiore a qualsiasi altro essere umano e da qui la volontà di non accettare e dunque sopprimere o schiacciare chiunque talentato ed intelligente possa essere vicino a questa immagine. Se come abbiamo descritto sopra il narcisista è colui che nell’interazione sociale vuole imporre la sua immagine come “unica” e positiva il megalomane è colui che vive in uno stato di eccesso maniacale permanente, si esprime con un esasperato entusiasmo e con un esagerata considerazione ed apprezzamento di sé.

Contrariamente da quello che appare il megalomane ha una stima di sé bassissima, collegata ad antiche percezioni primarie che possono essere giudizi negativi da parte dell’ambiente, aspettative troppo elevate dai modelli di riferimento,una concezione di deficit e handicap, accompagnati dalla derisione, dal disprezzo o dal compatimento altrui.

Il decorso di questa patologia è un progressivo aumento del livello di stress che può portare a bulimia, inerzia o depressione o al contrario alla tendenza di sfidare il mondo creandosi dei nemici , si crea quasi un allontanamento tra il soggetto e la realtà del mondo circostante perdendo la giusta misura dei valori delle persone e delle cose.

Il carattere del megalomane può avere come caratteristiche la tendenza a primeggiare, esibirsi, attaccare con superbia.

Per superare questo disagio, il megalomane in primo luogo, dovrà scoprire l’origine dell’immagine di sé negativa, valutare se è sorta durante l’infanzia o se è legata ad una concezione di grandezza individuale che tormenta il soggetto. In secondo luogo, dovrà affrontare lo stato di inerzia che può nascere o l’iperattività maniacale come strumento di difesa opposto. Infine dovrà risolvere la radicata dipendenza del soggetto dall’opinione degli altri che vive dentro di sé, aiutandolo a superare il conflitto fra l’immagine sociale visibile agli altri e quella interiorizzata nella sua identità più profonda.

Comunemente possiamo osservare comportamenti egocentrici, narcisisti o megalomani anche nelle persone che incontriamo tutti i giorni. In questo caso non ci sono vere patologie ma tendenze caratteriali alla prepotenza, alla volontà di imporre in modo autoritario la propria immagine od opinione, a considerare sempre se stessi al centro del mondo, senza mai mettersi nei panni degli altri.

Fonte:  www.salutare.info , d.ssa Emanuela Boldrin

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L’AIUTO

Il compito del counselor è quello di rendere consapevole il soggetto dei suoi atteggiamenti e comportamenti. E’ importante che il soggetto li riconosca e soprattutto che riconosca quanto questi influiscano negativamente nella sua vita (emozioni negative, pensieri negativi, azioni negative) e nel relazionarsi agli altri, creando situazioni conflittuali che possono portare a distruggere le sue relazioni e ad una profonda solitudine. Infine è importante che il soggetto riconosca i suoi bisogni profondi e insoddisfatti, (come per esempio il bisogno di attenzione e di essere riconosciuto) che possono tutti essere raggruppati in un unico grande bisogno: il bisogno di sentirsi amato. Il bisogno insoddisfatto del bambino che continua a vivere e ad agire nell’adulto (il bambino interiore) , quando non è consapevolizzato, crea frustrazione e soprattutto reazioni negative. Attraverso il percorso di counseling  il soggetto impara ad ascoltare, a sentire e ad accettare la frustrazione (rabbia, dolore), a riconoscere la mancanza di amore del suo bambino interiore e ad abbracciare questo bambino, che come un tempo, anche se oggi è nei panni di un adulto, ha ancora bisogno di sentirti amato; così nel processo di crescita interiore il soggetto diventa “padre” o “madre” di se stesso, ovvero di quella parte che è il suo “bambino interiore”. Questo è il punto di partenza che crea cambiamento e che accade nel momento in cui il bambino interiore lascia il posto all’azione dell’adulto consapevole.

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Il Counselor tratta le persone che hanno comportamenti egocentrici, narcisisti o megalomani e si affidano per risolvere i disagi che creano problemi nelle loro relazioni e nella vita di tutti i giorni. Nel momento in cui il counselor non è in grado di trattare il soggetto perchè patologico, è importante che lo indirizzi altrove.

Leela Letizia Zacchetti, Counselor Olistico Professionale , http://www.leela.it

E’ vietata la riproduzione parziale e integrale del testo se non viene citata la fonte

copyright Leela 2015 ©

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IL PONTE TRA TE E IL DIVINO: IL TANTRA A MILANO OGNI SETTIMANA


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In questi anni ho conosciuto tante persone e amici che si sono messe in gioco in questo viaggio interiore con se stessi e con gli altri. Il corso “Il Ponte tra te e il Divino” è un’opportunità per la propria crescita interiore attraverso la Meditazione, sperimentando il Tantra con un approccio morbido e graduale in uno spazio protetto dove è possibile incontrare un gruppo di persone di cui si fa conoscenza, con la possibilità di diventare amici o a volte anche compagni di vita.

Uno degli aspetti interessanti di questo corso è dato dalla continuità: settimana dopo settimana i partecipanti si conoscono di più e la conoscenza reciproca aiuta a sviluppare la fiducia e a rilassarsi insieme, condizioni importanti per sperimentare il tantra. E’ certamente una bella soddisfazione vedere i partecipanti  affiatati tra loro, amici e complici nello spazio del tantra:  la fiducia cresce e l’energia anche, la guarigione interiore avviene grazie a tutto il gruppo che è come un grande specchio dove ciascuno ha la possibilità di vedere se stesso in tante sue parti.

Ed in questo viaggio alla ricerca di se stessi a volte si incontrano anche le parti ombra, le parti che necessitano di un cambiamento, di una trasformazione. Sono i blocchi e i traumi del bambino ferito che comprendono anche emozioni come paura, rabbia, dolore, sono gli schemi di difesa che agiscono da tempo e  che si traducono a volte in comportamenti poco fluidi…  la meditazione e la voglia di osservarsi e di crescere interiormente porta il partecipante meditatore a voler comprendere cosa gli sta accadendo nel momento in cui l’energia non fluisce con se stesso e con l’altro: questi sono i momenti più preziosi per la propria trasformazione interiore, perchè una volta compreso e risolta la difficoltà relazionale ed emotiva con se stessi e di conseguenza con gli altri, si apre la porta dell’amore e della meditazione, uno spazio in cui si diventa osservatori di tutto ciò che accade dentro e fuori di sé.

Il Ponte tra Te e il Divino è un corso di trenta settimane modulare dove è possibile unirsi al gruppi in tre momenti dell’anno: a ottobre quando inizia “Amare il Corpo”, a fine gennaio quando inizia “L’Arte di Dare e di Ricevere” oppure a maggio, all’inizio di “Relazioni Tantriche”.

Amare il Corpo: dieci settimane per prendere confidenza con il proprio corpo, per sperimentare la gioia e il piacere del corpo, per imparare ad amare il proprio corpo, per portare consapevolezza alle convinzioni invalidanti sul proprio corpo e sulla sessualità e sostituirle con convinzioni positive che aiutano ad aumentare la propria autostima.

L’Arte di Dare e di Ricevere in questo ciclo si sperimenta il dare e il ricevere nello spazio del tantra, una dimensione di rilassamento e di fiducia dove si entra nello spazio della gioia del cuore, una dimensione non giudicante, senza aspettative, libera di essere, dove dare e ricevere sono la gioia e la libertà di fluire insieme.

Relazioni Tantriche è uno dei cicli di questo corso. L’accento è proprio sul relazionarsi nello spazio protetto del Tantra, si parla di relazionarsi e non di relazione perchè il relazionarsi è un divenire, non ci si focalizza sulla “relazione” ma sul proprio modo di relazionarsi, fino ad arrivare a riconoscere la parte divina in se stessi e nell’altro.

Nella lingua sanscrita, Tantra significa “intreccio”; nella visione tantrica, l’intero universo è percepito come un insieme di parti che si uniscono “nel tutto” e in cui “il tutto” si riflette in tutte le sue parti. Così nel Tantra non esiste separazione, ogni parte del tutto ha una sua ragione di essere, e attraverso la trascendenza della polarità avviene la realizzazione dell’uno.

Certo è che per arrivare a questo punto occorre fare tutto un percorso di crescita personale e spesso fare i conti con l’energia del “bambino interiore”, che inevitabilmente affiora quando si sperimentano tematiche come la sessualità e l’intimità e fare si che questo “bambino interiore” ad un certo punto lasci il posto alla consapevolezza del meditatore. Il meditatore impara a non reagire alla situazione ma a rispondere da uno spazio adulto, osserva se stesso, le sue aspettative, le sue frustrazioni, le sue emozioni, la sua mente, i suoi giudizi e le sue paure, oltre che la sua gioia e l’amore che è… e da questo spazio di osservazione si muove verso se stesso e verso l’altro relazionandosi al divino, riconoscendo il divino in sé e riconoscendo il divino nell’altro, con amore, rispetto e profonda accettazione e gratitudine per tutto ciò che è. Il Tantra dunque, visto in questa chiave, è un percorso di auto-consapevolezza basato sulle qualità di amore, consapevolezza e responsabilità. Amore per se stessi e gli altri, consapevolezza di ciò che si è e della realtà circostante, responsabilità per il proprio cambiamento e per far sì che affiori la propria luce interiore.  Il Tantra è sperimentazione , non ti dice ciò che è, non filosofa, ti dice di sperimentare tu stesso, in modo tale che ad un certo punto il tuo “ego” possa scomparire e dallo spazio del nulla, lo spazio della non-mente, tutto può accadere.

Per il Tantra fare è sapere, e non esiste altra conoscenza. A meno che tu non faccia qualcosa, a meno che tu non cambi, a meno che non abbia una diversa prospettiva da cui guardare, con cui guardare, a meno che non ti muova in una dimensione completamente diversa dall’intelletto, non c’è alcuna risposta. Le risposte possono essere date, ma allora sono tutte menzogne.Tutte le filosofie sono menzogne. Tu fai una domanda e la filosofia ti dà una risposta che ti soddisfa o non ti soddisfa; se ti soddisfa ti converti alla filosofia, ma rimani lo stesso; se non ti soddisfa, continui ad andare in cerca di qualche altra filosofia a cui convertirti, ma rimani uguale, non ne sei toccato per nulla, non sei cambiato. Perciò che tu sia hindu, musulmano, cristiano o giainista non fa alcuna differenza. Dietro la facciata di un hindu, di un musulmano o di un cristiano la persona reale è la stessa, sono diversi solo le parole o i vestiti. L’uomo che va in chiesa, al tempio o alla moschea è lo stesso. Solo le facce sono diverse e sono facce false: sono maschere. Dietro le maschere troverete lo stesso uomo, la stessa rabbia, gli stessi atti d’aggressione la stessa violenza, la stessa avidità, la stessa lussuria, tutto uguale. La sessualità musulmana è diversa da quella hindu? La violenza cristiana è diversa da quella hindu? E’ uguale! La realtà rimane la stessa: solo gli abiti cambiano. Il Tantra non si occupa dei tuoi vestiti, il Tantra si 58686_143334189042377_100000973917580_193186_2289118_n[1]occupa di te. Se fai una domanda, essa mostra dove sei. Mostra anche che ovunque tu sia non puoi vedere: ecco perché c’è la domanda. Un cieco chiede: “Che cos’è la luce?” e la filosofia inizierà a rispondere che cosa è la luce. Il Tantra saprà solo questo: se un uomo chiede: “Che cos’è la luce? , questo mostra solo che è cieco. Il Tantra comincerà a lavorare sull’uomo, a cambiarlo, in modo che possa vedere. Il Tantra non dirà che cosa è la luce, il Tantra dirà come raggiungere l’intuizione, come conseguire la vista, come raggiungere la visione. Quando ci sarà la visione, ci sarà la risposta. Il Tantra non vi darà la risposta, ma una tecnica per ottenere la risposta. E questa risposta non sarà intellettuale. Se dici a un cieco qualcosa sulla luce, questo è intellettuale; se il cieco acquista la capacità si vedere, questo è esistenziale. Ecco cosa intendo quando dico che il Tantra è esistenziale. 

Osho, tratto da: Il libro dei segreti

Per informazioni sul programma visita il calendario su http://www.leela.it 

 

 

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SAPER METTERE I PROPRI CONFINI E’ IMPORTANTE PER CREARE RELAZIONI APPAGANTI


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Dal libro di Krishnananda  “Uscire dalla Paura” – Ed. Feltrinelli ….qualche anno fa Michael, uno dei miei amici più intimi, partecipò ad un gruppo di condivisione di uomini a Marin County e mi mostrò una lista, ricevuta dal conduttore del gruppo, in cui erano elencati i diversi modi in cui ci invadiamo l’un l’altro. Scorrendo la lista fui sbalordito di quanti comportamenti invasivi avessi, inconsciamente, nei confronti degli altri e, d’altra parte, riconobbi i molti modi in cui gli altri, senza che io ne fossi consapevole, mi avevano invaso. Leggendo questa lista comprendevo le ragioni per cui spesso mi ero sentito arrabbiato e chiuso verso certe persone. Io e Amana abbiamo usato questa lista come riferimento per stabilire una nostra lista che abbiamo chiamato “LISTA DELLE INVASIONI”. LISTA DELLE INVASIONI 1. Sentirsi dire cosa si dovrebbe fare, pensare o sentire 2. Qualcuno non mantiene una promessa, arriva in ritardo, non fa ciò che dovrebbe fare 3.Non essere riconosciuti nei propri sentimenti. Per esempio, “Non c’è bisogno di avere certe emozioni”, “Perchè hai paura? Non c’è nienete  di cui avere paura!” 4. Essere stuzzicati o presi in giro (questa, a meno che non ci sia fiducia e amore tra le persone, è una forma di violenza) 5. Essere trattati come bambini, con condiscendenza o con aria di superiorità 6. Essere ignorati, inascoltati o esclusi (nessuno è obbligato a darci attenzione a meno che non voglia, ma se lo fa, allora è naturale aspettarsi che sia presente 7.Il proprio spazio fisico non è rispettato. Per esempio,qualcuno prende qualcosa senza chiederlo o prende in prestito qualcosa senza restituirlo 8. Qualcuno pretende di avere ragione o di avere l’ultima parola 9. Il proprio “NO” non è rispettato 10.Subire violenze o minacce (di essere lasciati, di essere puniti, o che venga fatto del male). Questa violenza può manifestarsi in qualsiasi forma: verbale, energetica o fisica 11. Essere subissati di pretese 12. Essere manipolati attraverso la rabbia, il senso di colpa, le aspettative, il malumore, la debolezza, la malattia o il sesso 13. Sessualità inappropriata (di un adulto verso un bambino) o mancanza di sensibilità 14. Essere pressati, criticati, giudicati o sminuiti 15. Essere consigliati in modo incurante “La capacità di essere soli è la capacità di amare. Ti sembrerà un paradosso ma non lo è. E’ una verità esistenziale: solo coloro che sono capaci di essere soli, sono capaci di amare, di condividere, di raggiungere l’intimo nucleo dell’altra persona… senza possedere, senza diventare dipendenti, perchè non sono assuefatti all’altro”. Osho

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Imparare a riconoscere i propri bisogni (dire “SI” all’amore, ciò che fa bene) e imparare a mettere i propri confini (dire “NO” alle invasioni, ciò che fa male) è un passo fondamentale per creare relazioni amorevoli, in ogni area della vita. E’ il primo passo verso il rispetto per se stessi. E solo quando rispetti veramente te stesso  sei in grado di rispettare l’altro. Senza il rispetto reciproco non si possono creare relazioni autenticamente amorevoli, perchè non nasce la fiducia, non nasce la stima. Non possono nascere stima e fiducia per una persona che non ti rispetta. Potresti essere servile, ossequioso, incline a fare compromessi, ad accettare tutto, ma questo è dovuto alla paura e ai tuoi condizionamenti, oppure è una questione di interessi, ma non è ‘amore. Per poter stare bene in una relazione occorre essere capaci di stare da soli. Quando sai stare da solo e sei capace di godere della tua solitudine allora puoi scegliere … puoi scegliere i tuoi amici, puoi scegliere il tuo compagno, la tua compagna … datti il permesso di scegliere. Amore è stare bene, sentirsi bene con qualcuno, uno spazio in cui finalmente ti puoi rilassare. Il tuo corpo e il tuo cuore te lo dicono, ma tu sei veramente in ascolto? Se lo sei allora farai la scelta giusta.

Certo è che mettendo i propri confini con tutti come comportamento generale diventa difficile creare relazioni appaganti, perchè quando si è in amore e in amicizia i confini cadono, tuttavia è importante comprendere che abbassare i propri confini senza avere un minimo di certezza di poterti fidare dell’altra persona può essere rischioso. Viene spontaneo dunque chiedersi come ci si può muovere verso relazioni appaganti… la mia esperienza è che le relazioni che funzionano si creano nel tempo, e vanno coltivate come i fiori di un bellissimo giardino. Una relazione che funzioni parte dal rispetto e dalla fiducia reciproca, fiducia che a volte deve essere costruita o ri-costruita, è sempre una scelta individuale aprirsi agli altri o rimanere per sempre nelle proprie difese, e non c’è giusto o sbagliato in questo, solo pensa valga la pena chiedersi se nella vita si vuole la solitudine oppure se si desiderano amici, un partner, belle relazioni con i propri familiari, e come fare per avere relazioni che nutrono il cuore.

A questo punto vale la pena di ascoltare anche i desideri del cuore e dell’anima prima di decidere di rimanere fermi nelle proprie chiusure, e poi eventualmente trovare la soluzione giusta che apra la strada a un dialogo e a connessioni di cuore più profonde.

(Leela) sito: http://www.leela.it

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DOPO L’AUM MEDITATION DI SABATO A MILANO …


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Aum Meditation di sabato 14 marzo 2015 a Milano

Aum Meditation di sabato 16 maggio 2015 a Milano

Aum Meditation di sabato 13 giugno 2015 a Milano

Sabato 14 marzo 2015 l’Aum Meditation a Milano ha creato energia altissima e grande profondità.  Ha aperto la mente a nuove consapevolezze per molti  partecipanti, grazie all’espressione del corpo e delle emozioni. Ancora una volta l’Aum non è solo una tecnica per scaricare stress e lasciare andare negatività e carichi emozionali anche pesanti, è uno strumento potente per la crescita interiore, perchè permette di contattare parti profonde di sè e di sperimentare se stessi oltre la paura e le inibizioni che provengono dal passato, superando i propri limiti. Grazie all’Aum e a chi l’ha creata: Veeresh .

Ecco alcune delle condivisioni dei partecipanti, che per motivi di privacy mantengo anonime:

“Mi sono ritrovato”

“Mi sono sentita molto energica amo ballare e esprimere in quella forma la potenza della gioia di vivere”

“Sento che è stato l’unico spazio in cui ho espresso con tutta me stessa emozioni profonde e forti, senza particolari inibizioni”

“Ho percepito il corpo e la presenza in maniera molto più totale”

“la rabbia, il pianto, la catarsi e tutto il resto…all’inizio imbarazzata per la mia condizione dopo pochi minuti mi sono sentita subito a casa”

“Bellissima Aum.. Tanta energia..coraggio d’esserci..e voglia di affrontare i propri limiti…”

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Sabato 16 maggio si è consumata un’altra Aum Meditation a Milano, un altro momento ad alta energia dove i partecipanti hanno potuto esprimere la negatività e lo stress a fior di pelle e riconnettersi alle emozioni positive, per alcuni è stata una positiva sorpresa alla loro prima Aum Meditation, per qualcuno è stato un momento per contattare la propria forza interiore e quella parte che è capace di mettere i propri confini quando occorre, per altri ancora la possibilità di sentire profondamente il proprio bambino interiore ferito e di diventare consapevole di quanto amore e dolcezza esso ha bisogno.

Voglio in particolare dire alcune cose sull’espressione della negatività: questa emozione , la rabbia, socialmente inacettabile e spiritualmente improponibile, è dentro tutti gli esseri umani semplicemente perché fa parte della vita provare rabbia o disappunto, così come essere tristi o essere felici. La rabbia è l’espressione di una frustrazione e di un dolore più profondo, e in un percorso di crescita interiore è importante imparare a contattarla, riconoscerla e imparare a esprimerla in uno spazio protetto, in modo tale che questa rabbia non diventi nociva per se stessi e gli altri nella vita normale. Spesso la tendenza delle persone è quella di far finta che la rabbia non esista, sia perchè può essere pericoloso contattare queste energie se non si sa come gestirle consapevolmente, sia perchè la società in generale condanna le emozioni perché destabilizzano e rendono le persone poco efficienti e molto problematiche. Occorre tuttavia ricorda che lo spazio dell’Aum non è uno spazio di vita reale, è uno spazio protetto creato appositamente per esprimere anche questa emozione, e non solo questa emozione…

A questo proposito riporto un pezzo di una mia intervista fatta a Premdip e Chandrika, direttori della Humaniversity, il luogo dove l’Aum Meditation è stata creata,  pubblicata sulla rivista Renudo nel 2003 :

Leela: Una delle parti dell’AUM è il confronto con gli altri: i partecipanti si gridano tutta la negatività che hanno bisogno di esprimere, ma ci sono persone che non vogliono insultare gli altri ed essere insultati. Puoi spiegare il significato di questa fase della meditazione?
Premdip: Credo che queste persone pensino che se non esprimono gli insulti questi insulti non esistono, così preferiscono tenerli repressi dentro se stessi; noi preferiamo pensare che se le emozioni negative vengono espresse in un ambiente protetto, esse non esisteranno più tra te e l’altro.
Chandrika: Esiste anche una incomprensione di fondo sul fatto che la negatività e il giudizio sono “male” e che “devi” essere considerevole nei confronti degli altri, ma il fatto è che o il giudizio non ti appartiene e quindi non ti resta attaccato, oppure è verità e in questo caso ti può aiutare a vedere qualcosa di te stesso. In più, se non esprimi la negatività essa ti seguirà nei tuoi sogni e influenzerà la tua vita. Vogliamo insegnare alla gente a diventare consapevole dei loro giudizi e ad esprimerli totalmente, in modo che possano liberarsi dei loro pesi.

L’Articolo si intitolava : “Aum Meditation e Amicizia”, in quanto l’Aum è una meditazione sociale che oltre ad accelerare il proprio personale processo di crescita interiore, il punto di  partenza dell’Aum stessa,  essa facilita anche la creazione di amicizia tra le persone e l’approfondimento di amicizie già esistenti, perché permette di pulire tutte le emozioni e la negatività eventualmente presente tra persone che si conoscono che si relazionano tra loro, in modo tale che una volta espresso quanto pesava sul cuore, le persone possono ricominciare a parlarsi dal cuore con la possibilità di comprendersi meglio e di approfondire l’amicizia.

Leggi l’articolo completo sul mio sito a questo link:

http://www.leela.it/aum-meditation-e-amicizia/

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Aum Chanting durante l’Aum Meditation alla Humaniversity, Olanda

 

Sabato 13 l’ultima Aum Meditation a Milano: un’esplosione di energia, amore e tanta totalità da parte dei partecipanti, tante lacrime e poi tante risate, spontaneità e abbracci… i partecipanti si sono “risentiti” e “ritrovati” … interessanti e sinceri i commenti alla fine dell’Aum … L’Aum è un acceleratore della propria crescita personale, ti porta più velocemente in contatto con te stesso .

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