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LA MAGIA DELLE RELAZIONI 27-29 maggio 2016


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Questa speciale esperienza ha lo scopo di aiutare a migliorare il proprio modo di relazionarsi a se stessi e agli altri per creare relazioni appaganti nella sfera intima, privata e sociale.
Da questa esperienza potrai avere molti benefici tra cui:
– la comprensione dei tuoi schemi relazionali e delle emozioni profonde che guidano le tue    azioni
– una rinnovata sensazione di benessere interiore e leggerezza
– più fiducia in te
– più apertura verso gli altri
– la comprensione di come portare più amore e gioia nella tua vita e nelle tue relazioni
Questa esperienza è rivolta a tutti coloro che sono in un percorso di crescita personale e sviluppo interiore, a persone che cercano un cambiamento, a ricercatori spirituali e a tutti coloro che vogliono dare una direzione positiva alla propria vita. Essa si rivolge sia a singles che a coppie che desiderano migliorare aspetti della loro relazione.

per informazioni e per partecipare:
eventiconleela@gmail.com, 340-2435240

questo evento è in programma in Toscana a Castell’Azzara in provincia di Grosseto, in un agriturismo immerso nel verde con graziose camere a due, tre e quattro letti. Il cibo è vegetariano e su richiesta vegano. C’è molto spazio verde e per rilassarsi nei momenti di intervallo c’è anche la piscina.

 

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OSHO: Tantra è la scienza che trasforma semplici amanti in anime gemelle


Tantra è la scienza del trasformare semplici amanti in anime gemelle

 uomo-donna

“In Oriente abbiamo sviluppato una scienza, per cui anche se non troviamo l’anima gemella la possiamo creare. Questa scienza si chiama tantra. Trovare l’anima gemella significa trovare la persona con cui tutti i tuoi sette centri s’incontrano naturalmente. Questo è impossibile. Una volta ogni tanto può succedere, un Krishna e una Radha, uno Shiva ed una Shakti, e quando succede è incredibilmente bello. Ma è come un lampo, non puoi farci affidamento. Se vuoi leggere la Bibbia, non puoi aspettare che arrivi il lampo per poter leggere. Il fulmine è un fenomeno naturale, ma non affidabile.
Se aspetti di incontrare la tua anima gemella, sarebbe come aspettare il fulmine per leggere la Bibbia ma, anche se avviene, non potrai leggerla a lungo. Per un istante sarà presente, e nel momento in cui avrai aperto la Bibbia, sarà scomparso.
Per questo è stato creato il tantra. Il tantra ha un’ approccio scientifico. Il tantra è alchimia; può trasformare i tuoi centri, quelli dell’altro, può creare un ritmo e armonia trà te ed il tuo amato. Questa è la bellezza del tantra, è come portare l’elettricità nella tua casa. Puoi accenderla o spegnerla ogni volta che vuoi. Ne puoi fare migliaia di usi, può rendere la tua stanza più fresca o più calda e questo è un miracolo. Questi sette centri dentro di te non sono altro che centri di elettricità del corpo: quindi, quando parlo di fulmine, non pensare che è solo un simbolo – ma intendilo letteralmente.
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Nel tuo corpo, esiste una sottile corrente elettrica, molto sottile. Ma più è sottile, più va in profondità. Non è molto visibile. Gli scienziati dicono che tutta l’elettricità che è nel tuo corpo, se messa insieme, può essere usata per accendere cinque lampadine. Non è molto. Quantitivamente non è molto, quantitivamente l’atomo non è molto, ma qualitativamente… se esplode, ha un’energia tremenda.
Questi sette centri, questi sette chakras di cui lo Yoga e il Tantra hanno parlato nel corso dei secoli, non sono altro che cinque nodi nella corrente elettrica del tuo corpo. Possono essere cambiati; possono essere riorganizzati. Gli si può dare una nuova forma. Due amanti possono essere trasformati cosi profondamente che tutti i loro sette chakra possono iniziare ad incontrarsi.
Tantra è la scienza che trasforma dei semplici amanti in anime gemelle. E questa è la grandezza del Tantra. Può trasformare l’intera terra; può trasformare ogni coppia in anime gemelle.”
Osho, Philosophia Perennis, Vol. 1, Talk #8
 per informazioni su corsi, workshops, ritiri, intensivi, eventi: http://www.leela.it

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OSHO: L’ESPERIENZA TANTRICA


tantra coppia 1Questa visione del Tantra è una delle più grandi mai sognate dall’uomo: una religione senza il prete, una religione senza il tempio, una religione senza l’organizzazione, una religione che non distrugge l’individuo ma rispetta incredibil­mente l’individualità, una religione che ha fiducia nell’uomo e nella donna comuni. E questa fiducia va molto in profondità. Tantra ha fiducia nel tuo corpo. Nessun’altra religione ha fiducia nel tuo corpo.
Il Tantra ha fiducia nel tuo corpo. Il Tantra ha fiducia nei tuoi sensi. Il Tantra ha fiducia nella tua energia. Il Tantra ha fiducia in te – in toto. Il Tantra non nega niente, ma trasforma tutto.
Come conseguire questa visione del Tantra?
Questa è la mappa per accenderti, per farti entrare dentro di te, e per farti andare oltre.
La prima cosa è il corpo. Il corpo è la tua base, è il terreno dove nascono le tue radici. Renderti antagonista verso il corpo è distruggerti, è renderti schizofrenico, è renderti miserabile, significa creare un inferno. Tu sei il corpo. Naturalmente, tu sei più del corpo, ma quel “più» viene dopo. Prima tu sei il corpo. Il corpo è la tua verità base, quindi non essere mai contro di lui. Ogni volta che vai contro il corpo, stai andando contro Dio. Ogni volta che sei irrispettoso del tuo corpo, stai perdendo contatto con la realtà, perché il tuo corpo è il tuo contatto. Il tuo corpo è il tuo ponte. Il tuo corpo è il tuo tempio. II Tantra insegna venerazione per il corpo, amore, rispetto per il corpo, gratitudine per il corpo. Il corpo è meraviglioso. È il più grande dei misteri.
Ma ti è stato insegnato a essere contro il corpo. Ecco perché talvolta sei sbalordito dall’albero – dallo splendore dell’albero – talvolta sei colpito dalla luna e dal sole, talvolta da un fiore, mai dal tuo stesso corpo. E il tuo corpo è il fenomeno più complesso nell’esistenza. Nessun fiore, nessun albero ha un corpo meraviglioso come il tuo. Nessuna luna, nessun sole, nessuna stella ha un meccanismo evoluto come il tuo.
Ma ti è stato insegnato ad apprezzare il fiore, che è una cosa semplice. Ti è stato insegnato ad apprezzare un albero, che è una cosa semplice. Ti è stato perfino insegnato ad apprezzare pietre, rocce, montagne, fiumi, ma non ti è stato mai insegnato a rispettare il tuo stesso corpo, a esserne meravigliato. Certo, è molto vicino a te, quindi è molto facile dimenticarsene. È molto ovvio, quindi è facile trascurarlo. Ma questo è il fenomeno più bello.
Se guardi un fiore, la gente dirà “Che esteta!” E se guardi il viso di una bella donna o quello di un bell’uomo, la gente dirà “Che libidinoso”. Se vai dall’albero, e stai lì, e guardi un fiore con stupore – i tuoi occhi spalancati, i tuoi sensi semplicemente lì con grande venerazione e rispetto, e guardi la donna con gli occhi ben aperti e i tuoi sensi bevono la sua bellezza, la polizia ti verrà a prendere. Nessuno dirà che sei un mistico, un poeta, nessuno apprezzerà ciò che stai facendo. C’è qualcosa di sbagliato.
Se vai da uno sconosciuto per strada e dici: “Hai occhi bellissimi!” ti sentirai imbarazzato, lui si sentirà imbarazzato. Non riuscirà a dirti “grazie”. Anzi, si sentirà infastidito. Si sentirà offeso: chi sei tu per interferire nella sua vita privata? Chi sei tu per osare tanto? Se vai a toccare l’albero, l’albero si sente felice. Ma se vai a toccare un uomo, si sentirà offeso. Cosa c’è di sbagliato? Qualcosa è stato danneggiato tremen­damente e molto profondamente.
Il Tantra ti insegna a riaffermare il rispetto per il corpo, l’amore per il corpo. Il Tantra ti insegna a guardare il corpo come la più grande creazione di Dio. Il Tantra è la religione del corpo. Naturalmente va più in alto, ma non abbandona mai il corpo; è radicato lì. È la sola religione veramente radicata nella terra: ha radici. Le altre religioni sono alberi sradicati – morte, spente, morenti; in loro non fluisce alcuna linfa vitale. Il Tantra è vivo, contiene linfa vitale.
La prima cosa da apprendere rispetto al corpo, è disim­parare tutte le sciocchezze che ti sono state insegnate su di esso. Altrimenti resterai spento, e non andrai mai dentro di te, e non andrai mai oltre. Comincia dall’inizio. Il corpo è il tuo inizio.
Il corpo dev’essere purificato da molte repressioni. È necessaria una grande catarsi per il corpo, un grande rechana. Il corpo è stato avvelenato perché gli sei andato contro; l’hai represso in molti modi. Il tuo corpo esiste al minimo, ecco perché sei miserabile. Il Tantra dice: La beatitudine è possibile solo quando esisti al meglio – mai prima. La beatitudine è possibile solo quando vivi intensamente. Come puoi vivere intensamente se sei contro il corpo?
Tu sei sempre tiepido. Il fuoco si è raffreddato. Nei secoli, il fuoco è stato distrutto. Il fuoco dev’essere riacceso. ll Tantra dice: Prima purifica il corpo – purificalo da tutte le repressioni. Permetti all’energia del corpo di fluire, rimuovi i blocchi.
È molto difficile imbattersi in una persona che non abbia blocchi, è molto difficile imbattersi in una persona il cui corpo non sia teso. Rilascia questa tensione – questa tensione sta bloccando la tua energia; il flusso non può essere possibile con questa tensione.
Perché tutti sono così tesi? Perché non riesci a rilassarti? Hai mai visto un gatto dormire, sonnecchiare nelle ore pome­ridiane? Quanto semplicemente e meravigliosamente si rilas­sa! Non puoi rilassarti allo stesso modo? Tu ti rivolti nel letto, non riesci a rilassarti. E la bellezza del rilassamento del gatto è che si rilassa totalmente e tuttavia è perfettamente all’erta. Un piccolo movimento nella stanza e apre gli occhi, fa un balzo ed è pronto. Non è che sia semplicemente addormenta­to. Il sonno del gatto è qualcosa da imparare – l’uomo ha dimenticato.
Il Tantra dice: impara dai gatti – come dormono, come si rilassano, come vivono senza tensione. E l’intero mondo animale vive senza tensione. L’uomo deve impararlo, perché è stato condizionato nel modo sbagliato. L’uomo è stato programmato nel modo sbagliato.
Fin dall’infanzia tu sei stato programmato a essere teso. Non respiri… per paura. Per paura della sessualità, le persone non respirano, perché quando respiri profondamente, il tuo respiro raggiunge esattamente il centro sessuale e lo colpisce, lo massaggia dall’interno, lo eccita. Poiché ti è stato insegnato che il sesso è pericoloso, ogni bambino comincia a respirare in un modo superficiale – limitato solo al torace. Non va mai oltre perché se lo facesse, all’improvviso ci sarebbe eccitazio­ne: la sessualità si risveglia e nasce la paura. Nel momento in cui respiri profondamente, si sprigiona energia sessuale.
L’energia sessuale deve essere rilasciata; deve fluire in tutto il tuo essere. In questo caso il tuo corpo diventerà orgasmico. Ma con la paura di respirare, spaventato al punto che praticamente metà dei polmoni sono pieni di biossido di carbonio… Ci sono seimila cavità nei polmoni e di solito tremila non vengono mai pulite; rimangono sempre piene di biossido di carbonio. Ecco perché sei spento, ecco perché non sembri all’erta, ecco perché la consapevolezza è difficile.
Solo il Tantra ti permette l’essere totale e il flusso totale. Il Tantra ti dà libertà incondizionata, qualunque cosa tu sia e qualunque cosa tu possa essere. Il Tantra non pone limiti su di te; non ti definisce, ti dà semplicemente libertà totale. E quando sei libero totalmente, molte cose diventano possibili. Questa è stata la mia osservazione: le persone sessualmente represse diventano stupide. Solo persone molto, molto vive sessualmente sono persone intelligenti. Ebbene, l’idea che il sesso sia un peccato deve aver danneggiato l’intelligenza – deve averla danneggiata molto gravemente. Quando stai fluendo veramente, e la tua sessualità non è in lotta e in conflitto con te, quando cooperi con lei, la tua mente funzio­nerà al meglio. Sarai intelligente, all’erta, vivo.
Devi prenderti cura del corpo, dice il Tantra.
Tocchi il tuo corpo talvolta? Senti mai il tuo stesso corpo, oppure resti come se fossi inscatolato in una cosa morta? Questo è ciò che accade. È come se le persone fossero congelate; portano il loro corpo come una bara. È pesante, ingombrante, non ti aiuta a comunicare con la realtà. Se lasci che l’elettricità del corpo fluisca dalla punta dei piedi alla testa, se lasci libertà totale alla sua energia – la bioenergia – diventerai un fiume, e non sentirai affatto il corpo, ti sentirai quasi senza. Nessuna lotta col corpo, e ne diventi privo. Se lotti con il corpo, questo diventa un peso. E se porti il tuo corpo come un peso non potrai mai arrivare a Dio.
Il corpo deve diventare senza peso, così che quasi inizi a camminare al di sopra della terra – questo è il modo di camminare del Tantra. Tu sei così senza peso che non c’è gravità, puoi semplicemente volare. Ma questo è frutto di una grande accettazione. Sarà difficile accettare il tuo corpo. Tu lo condanni, gli trovi sempre delle colpe. Non lo apprezzi mai, non lo ami mai, e poi vuoi un miracolo: che qualcuno venga e ami il tuo corpo. Se tu stesso non riesci ad amarlo, come potrai mai trovare qualcun altro che ami il tuo corpo? Se tu stesso non puoi amarlo, nessuno lo potrà amare, perché la tua vibrazione terrà la gente lontana.
Tu ti innamori solo di una persona che ama se stessa. Il primo amore dev’essere verso se stessi – solo da quel centro possono sorgere altri tipi di amore. Tu non ami il tuo corpo; lo nascondi in mille modi. Ne nascondi l’odore, nascondi il tuo corpo nei vestiti, lo nascondi con degli ornamenti. Cerchi continuamente di creare una bellezza che senti mancare, e proprio in questo sforzo diventi artificiale.
Pensa a una donna con del rossetto sulle labbra… è pura bruttezza. Le labbra dovrebbero essere rosse per vitalità, non dovrebbero essere dipinte. Dovrebbero essere vive per amore, dovrebbero essere vive perché tu sei vivo. Ebbene, semplice­mente dipingendoti le labbra… pensi di renderti più bella. Solo persone molto consapevoli della loro bruttezza vanno ai saloni di bellezza, altrimenti non ne hanno bisogno.
Ti imbatti mai in un uccello brutto? Ti imbatti mai in un cervo brutto? Non succede mai. Essi non vanno in nessun salone di bellezza, e non consultano un esperto. Semplicemen­te accettano se stessi e sono belli nella loro accettazione. Proprio quell’accettazione li inonda di bellezza.
Nel momento in cui accetti te stesso diventi bello. Quando sei incantato dal tuo proprio corpo, incanterai anche gli altri. Molte persone si innamoreranno di te, perché tu sei innamorato di te stesso. Ma ora tu sei arrabbiato con te stesso: sai di essere brutto, sai di essere repellente, orribile. Quest’idea respingerà le persone, non le aiuterà a innamorarsi di te; le manterrà distanti. Anche se ti venissero vicine, nel momento in cui sentiranno la tua vibrazione si allontaneranno.
Il Tantra insegna la prima cosa: sii amorevole verso il tuo corpo, prenditi a cuore il tuo corpo, veneralo, rispettalo, prenditene cura: è un regalo di Dio. Trattalo bene, e ti rivelerà grandi misteri. Tutta la tua crescita dipende dal rapporto che hai col tuo corpo.
E poi la seconda cosa di cui parla il Tantra sono i sensi. Di nuovo, le religioni sono contro i sensi. Tentano di spegnere i sensi e la sensibilità. E i sensi sono le tue porte della percezione, sono le finestre sulla realtà. Cosa sono i tuoi occhi? Cosa sono le tue orecchie? Cos’è il tuo naso? Finestre sulla realtà, finestre su Dio. Se vedi nel modo giusto, vedrai Dio dappertutto. Quindi gli occhi non devono essere chiusi, gli occhi devono essere aperti nel modo giusto. Gli occhi non devono essere distrutti. Le orecchie non devono essere distrut­te perché tutti i suoni che ci circondano sono divini.
Questi uccelli stanno cantando dei mantra. Questi alberi stanno dando sermoni in silenzio. Tutti i suoni sono Suoi, e tutte le forme sono Sue. Pertanto, se non hai sensibilità in te, come conoscerai Dio? Tantra dice: Fluisci totalmente nel tuo tocco, perché tutto ciò che tocchi è divino. È esattamente il contrario delle cosiddette religioni. È una rivoluzione radicale – proprio dalle radici.
Tocca, annusa, gusta, vedi, senti il più totalmente possi­bile. Dovrai impararne il linguaggio perché la società ti ha ingannato: ti ha fatto dimenticare.
Ogni bambino nasce con sensi perfetti. Osserva un bambino. Quando guarda qualcosa, è completamente assor­bito. Quando sta giocando con i suoi giocattoli, è totalmente assorbito. Quando guarda, diventa i suoi occhi. Guarda gli occhi di un bambino. Quando sente, il bambino diventa le sue orecchie. Quando mangia qualcosa, è semplicemente lì, nella lingua, diventa il gusto. Osserva un bambino che mangia una mela. Con che gusto! Con quale energia! Con quale delizia! Osserva un bambino che rincorre una farfalla in giardino… è così assorbito… non rincorrerebbe così neppure Dio, se Dio fosse presente. Un incredibile stato meditativo – e senza alcuno sforzo. Osserva un bambino che raccoglie conchiglie sulla spiaggia, come se stesse raccogliendo diamanti. Ogni cosa è preziosa quando i sensi sono vivi, ogni cosa è limpida.
Rivendica il tuo linguaggio dimenticato. Ogni volta che ne hai il tempo, sii di più nei tuoi sensi. Mangiando – non mangiare semplicemente, tenta di imparare di nuovo il lin­guaggio dimenticato del gusto – provaci. Tocca il pane, senti la sua consistenza. Senti a occhi chiusi, senti a occhi aperti. Mangiandolo, masticalo – stai masticando Dio. Ricordalo! Sarà irrispettoso non masticarlo bene, non gustarlo bene. Lascia che sia una preghiera, e farai sorgere una nuova consapevolezza in te. Imparerai la via dell’alchimia del Tantra.
Tocca di più le persone. Siamo diventati molto permalosi per ciò che riguarda il toccare. Se qualcuno ti sta parlando e ti viene troppo vicino, cominci a indietreggiare. Noi proteg­giamo il nostro territorio. Non tocchiamo e non permettiamo agli altri di toccarci; non ci teniamo per mano, non ci abbracciamo. Non godiamo dell’essere dell’altro.
Vai da un albero, toccalo. Tocca la roccia. Vai al fiume, fai scorrere il fiume attraverso le tue mani. Sentilo! Nuota, e senti di nuovo l’acqua come la sentono i pesci. Non perdere nessuna occasione per rivivificare i tuoi sensi. E durante il giorno hai mille opportunità per farlo. Non c’è bisogno di avere del tempo extra; l’intera giornata è un allenamento in sensibilità. Usa tutte le opportunità. Sotto la tua doccia -senti il tocco dell’acqua che cade su di te. Stenditi sul terreno, nudo, senti la terra. Stenditi sulla spiaggia. Senti la sabbia. Ascolta i suoni della sabbia, ascolta i suoni del mare. Sfrutta ogni occasione – solo allora sarai in grado di imparare di nuovo il linguaggio dei sensi. E il Tantra può essere compreso solo quando il tuo corpo è vivo e i tuoi sensi sentono.
Libera i tuoi sensi dalle abitudini: le abitudini sono una delle cause fondamentali della stupidità. Inventa nuovi modi di fare le cose.
Scopri nuovi modi di esplorare l’altro. Non fissarti nelle routine. Tutte le routine sono contro la vita: le routine sono al servizio della morte. E puoi sempre inventare – non c’è limite all’invenzione. Talvolta basta un piccolo cambiamento, e ne avrai benefici incredibili. Tu mangi sempre a tavola; qualche volta vai sul prato, siediti sul prato e mangia lì. E rimarrai incredibilmente sorpreso: è un’esperienza totalmente diversa. L’odore dell’erba appena tagliata, gli uccelli che saltellano in giro e cantano, e l’aria fresca, e i raggi del sole, e la sensazione dell’erba umida sotto. Non può essere la stessa esperienza di quando siedi su una sedia e mangi alla tua tavola; è un’esperienza totalmente differente: tutti gli ingredienti sono diversi.
Il Tantra dice: Se riesci a trovare continuamente nuovi modi ogni giorno, la tua vita sarà sempre eccitante, rimarrà un’avventura. Non sarai mai annoiato.
Il Tantra dice: Impara nuovi modi di fare le cose, e liberati dalle abitudini il più possibile. E il Tantra dice: Non essere un imitatore, altrimenti i tuoi sensi diventano ottusi, si offuscheranno. Non imitare. Scopri modi di fare le cose del tutto personali. Metti la tua firma su tutto ciò che fai.
La terza cosa che il Tantra dice è… Primo, il corpo dev’ essere purificato dalle repressioni. Secondo, i sensi devo­no essere resi di nuovo vivi. Terzo, la mente deve lasciar cadere il pensiero nevrotico, il pensiero ossessivo, e deve imparare la via del silenzio. Ogni volta che è possibile, rilassati. Quando è possibile, metti da parte la mente.
Ora tu dirai: “È facile a dirsi, ma come mettere la mente da parte? Continua a girare…” un modo c’è.
Il Tantra dice: Osserva le tre consapevolezze.
Consapevolezza uno: osserva. Lascia andare la mente, lascia che la mente sia colma di pensieri, tu semplicemente osserva, distaccato. Non c’è bisogno di preoccuparsene – osserva soltanto. Semplicemente sii l’osservatore e pian piano vedrai che ti accadranno degli intervalli di silenzio.
Poi, consapevolezza due: quando sei diventato consape­vole di quegli intervalli, diventa consapevole dell’osservatore. Ora osserva l’osservatore e vedrai che inizieranno a giungere nuovi intervalli – l’osservatore comincerà a scomparire, pro­prio come i pensieri.
Un giorno, anche il pensatore comincia a scomparire. Allora sorge il vero silenzio. Con la terza consapevolezza, sia l’oggetto che il soggetto se ne sono andati: sei andato al di là.
Quando queste tre cose sono raggiunte: il corpo purifi­cato dalle repressioni, i sensi liberati dall’offuscamento e dall’ottusità, la mente liberata dai pensieri ossessivi, sorge in te una visione libera da tutte le illusioni – questa è la visione del Tantra.

(Osho)

per informazioni sui programmi di Tantra visita il mio sito: http://www.leela.it

foto di Letizia Leela Zacchetti.

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09/07/2015 · 4:13 PM

MEDITAZIONE SAMASATI: RICORDATI CHE SEI “UN BUDDHA”


samasati meditation

La Meditazione Samasati è l’ultima delle meditazioni sociali che ha terminato Veeresh, prima di lasciare il corpo.

Veeresh decise di creare la Samasati per onorare la morte di sua madre Emma.

Durante questo processo di creazione ed esecuzione della meditazione, si rese conto che in realtà stava creando questa meditazione anche per preparare se stesso alla sua morte.

Questa bellissima e profonda meditazione ci aiuta a diventare più consapevoli che la morte è un evento naturale che arriva per tutti, anzi, è addirittura l’unica vera certezza che abbiamo durante la nostra vita.

La maggior parte degli esseri umani ha paura di morire, molte immagini connesse alla morte sono brutte, paurose, tetre, perchè la morte viene vissuta con paura, rabbia e dolore invece che con accettazione.

Oltre alle morti violente dovute alle varie circostanze della vita create dagli esseri umani e che lasciano energie cariche di rabbia, dolore e disperazione, ci sono molte persone che non riescono ad accettare di morire perchè non riescono ad andare oltre la paura inculcata dai condizionamenti familiari, sociali e religiosi, o per via dei rimpianti e dei sensi di colpa per tutto ciò che avrebbero voluto essere e non sono stati.

Il messaggio di Veeresh è quello di vivere una vita degna di amore, di non dare mai la propria vita per scontata, di essere grati per essere vivi, di vivere la vita con totalità. Se facciamo questo , la nostra morte arriverà come un momento sacro di passaggio in un’altra dimensione, nella quale il nostro corpo non è più, ma il nostro spirito ci sarà sempre perchè è eterno.

Il messaggio di Osho, di cui Veeresh era una dei suoi più fedeli discepoli, è quello che solamente una vita consapevole è ricompensata da una morte consapevole.

Questa profonda accettazione della morte aiuta a superare il dolore della perdita e la paura di non essere più nel corpo, a prescindere da quando e come avverrà, e stimola la riflessione sul vivere la vita in modo consapevole.

La Meditazione Samasati può anche essere intesa come metafora, infatti ogni volta che siamo nel cambiamento, ogni volta che una situazione non è più, è come una piccola morte, dunque la morte può anche essere intesa come “trasformazione”, proprio come nella carta dei tarocchi zen di Osho, dove la morte dei tarocchi classici è stata sostituita dalla carta della trasformazione.

Per molte persone è difficile accettare il cambiamento, perchè affiorano paure inconsce a volte anche molto profonde, come la paura della solitudine, la paura di non farcela, la paura della disapprovazione e anche altre … spesso associata alla paura c’è il dolore per la perdita di qualcuno o qualcosa.. La meditazione Samasati ti aiuta a sviluppare il sentimento della gratitudine per ciò che sei, per ciò che hai avuto nella vita, per le persone che hai incontrato nella tua vita, per tutti coloro che hai amato, perchè ogni persona e situazione è esattamente ciò di cui hai bisogno per evolverti, e ti hanno portato ad essere ciò che sei oggi. Dunque dalla gratitudine profonda al dire “addio” a tutti e a tutto, alla persona che se ne è andata dalla tua vita, alla situazione che si sta trasformando , perchè sai che non sarai più, stai per lasciare il corpo … metaforicamente non sarai più la stessa persona, non sarai ciò che tu intendi cambiare. Nel momento in cui accetti la paura del cambiamento sei pronto per lasciare andare ciò che non ti è più di supporto per la tua evoluzione.. allora accade in te una profonda trasformazione interiore.

Zen014TransformationDal ringraziare al dire addio al celebrare  la libertà della tua anima, la meditazione Samasati ti ricorda che sei vivo e che la tua vita qui e ora è la cosa più preziosa che hai, vale la pena di essere vissuta in modo degno , nell’amore e nella luce.

Come tutte le meditazioni sociali di Veeresh, la Samasati contiene musica speciale sulle frequenze dell’amore, che in alcuni momenti si esprime come sentimento profondo, in altri momenti si esprime sotto forma di gioia o di consapevolezza.  Gli abbracci con frasi speciali  sono promemoria per ricordarti che sei “un buddha”, ovvero Dio è in te, e un momento di connessione amorevole con gli altri.

La meditazione è toccante, profonda, celebrativa, amorevole e aiuta ad acquisire una maggiore auto-consapevolezza sulla tematica della morte, sia fisica , per esempio quando una persona cara ci ha lasciati o sta per lasciarci, sia psicologica, intesa come detto sopra, come una trasformazione interiore.

Grazie di cuore a Veeresh che ha creato questa meditazione sociale basata sui valori di amore, consapevolezza e responsabilità, per aiutare chi la pratica a prepararsi a questo importante rito di passaggio ad un’altra dimensione, quando esso avverrà, e a superare i disagi che si vivono e che sono emozionalmente assimilabili alla paura di morire, quando si affrontano situazioni in cui è arrivato il momento di “lasciare andare” e “dire addio” a qualcuno o a qualcosa che non farà più parte della nostra vita.

Meditazione Samasati a Milano 11 giugno 2015

Per informazioni sul calendario delle Meditazioni Sociali di Veeresh visita http://www.leela.it

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EGOCENTRISMO, NARCISISMO E MEGALOMANIA


EGOCENTRISMO

egocentrico3

 

L’egocentrismo è la caratteristica delle persone che ritengono le proprie opinioni o i propri interessi più importanti di quelli altrui. La parola deriva dal termine greco έγω che significa “Io”. La tendenza dell’egocentrico è di non mettersi mai nei panni dell’altro. Il soggetto egocentrico si comporta come se fosse al centro dell’universo. È attento ai propri bisogni e sembra ignorare il pensiero altrui, non riesce a cogliere o considerare il punto di vista del resto del mondo.

Secondo lo psicologo svizzero Jean Piaget esiste un periodo nella vita dove tutti siamo egocentrici  che è quella da 0 a 3 anni. L’egocentrismo è una caratteristica tipica del comportamento infantile, che consente di vedere il mondo con se stessi al centro e tutto il resto a cerchi concentrici. In questa situazione il bambino ritiene che tutto sia dovuto e che esista solo la soddisfazione dei propri bisogni. Poi con l’ adolescenza, verso gli 11 anni, ci si apre di più alla considerazione dell’esterno e si comincia a provare empatia verso gli altri.

 

NARCISISMO

narcisista2

Può definirsi come un disturbo della personalità caratterizzato dall’amore che un soggetto prova per la propria immagine e per se stesso. La parola deriva da Narciso, personaggio della mitologia greca così attratto dalla propria bellezza da rispecchiarsi nell’acqua fino a cadervi eannegare. Le caratteristiche principali del narcisismo sono:

1) reazione alle critiche con rabbia, vergogna o umiliazione;

2) tendenza a sfruttare gli altri per i propri interessi;

3) grandiosità, cioè sensazione di essere importanti, anche in modo immeritato;

4) il sentirsi unici o speciali, e compresi solo da certe persone;

5) fantasie di illimitato successo, potere, amore, bellezza, ecc.;

6) persistente invidia.

 

MEGALOMANIA

megalomane3

La definizione più semplice di megalomania è la concezione di ritenersi a tutti i costi superiore a qualsiasi altro essere umano e da qui la volontà di non accettare e dunque sopprimere o schiacciare chiunque talentato ed intelligente possa essere vicino a questa immagine. Se come abbiamo descritto sopra il narcisista è colui che nell’interazione sociale vuole imporre la sua immagine come “unica” e positiva il megalomane è colui che vive in uno stato di eccesso maniacale permanente, si esprime con un esasperato entusiasmo e con un esagerata considerazione ed apprezzamento di sé.

Contrariamente da quello che appare il megalomane ha una stima di sé bassissima, collegata ad antiche percezioni primarie che possono essere giudizi negativi da parte dell’ambiente, aspettative troppo elevate dai modelli di riferimento,una concezione di deficit e handicap, accompagnati dalla derisione, dal disprezzo o dal compatimento altrui.

Il decorso di questa patologia è un progressivo aumento del livello di stress che può portare a bulimia, inerzia o depressione o al contrario alla tendenza di sfidare il mondo creandosi dei nemici , si crea quasi un allontanamento tra il soggetto e la realtà del mondo circostante perdendo la giusta misura dei valori delle persone e delle cose.

Il carattere del megalomane può avere come caratteristiche la tendenza a primeggiare, esibirsi, attaccare con superbia.

Per superare questo disagio, il megalomane in primo luogo, dovrà scoprire l’origine dell’immagine di sé negativa, valutare se è sorta durante l’infanzia o se è legata ad una concezione di grandezza individuale che tormenta il soggetto. In secondo luogo, dovrà affrontare lo stato di inerzia che può nascere o l’iperattività maniacale come strumento di difesa opposto. Infine dovrà risolvere la radicata dipendenza del soggetto dall’opinione degli altri che vive dentro di sé, aiutandolo a superare il conflitto fra l’immagine sociale visibile agli altri e quella interiorizzata nella sua identità più profonda.

Comunemente possiamo osservare comportamenti egocentrici, narcisisti o megalomani anche nelle persone che incontriamo tutti i giorni. In questo caso non ci sono vere patologie ma tendenze caratteriali alla prepotenza, alla volontà di imporre in modo autoritario la propria immagine od opinione, a considerare sempre se stessi al centro del mondo, senza mai mettersi nei panni degli altri.

Fonte:  www.salutare.info , d.ssa Emanuela Boldrin

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L’AIUTO

Il compito del counselor è quello di rendere consapevole il soggetto dei suoi atteggiamenti e comportamenti. E’ importante che il soggetto li riconosca e soprattutto che riconosca quanto questi influiscano negativamente nella sua vita (emozioni negative, pensieri negativi, azioni negative) e nel relazionarsi agli altri, creando situazioni conflittuali che possono portare a distruggere le sue relazioni e ad una profonda solitudine. Infine è importante che il soggetto riconosca i suoi bisogni profondi e insoddisfatti, (come per esempio il bisogno di attenzione e di essere riconosciuto) che possono tutti essere raggruppati in un unico grande bisogno: il bisogno di sentirsi amato. Il bisogno insoddisfatto del bambino che continua a vivere e ad agire nell’adulto (il bambino interiore) , quando non è consapevolizzato, crea frustrazione e soprattutto reazioni negative. Attraverso il percorso di counseling  il soggetto impara ad ascoltare, a sentire e ad accettare la frustrazione (rabbia, dolore), a riconoscere la mancanza di amore del suo bambino interiore e ad abbracciare questo bambino, che come un tempo, anche se oggi è nei panni di un adulto, ha ancora bisogno di sentirti amato; così nel processo di crescita interiore il soggetto diventa “padre” o “madre” di se stesso, ovvero di quella parte che è il suo “bambino interiore”. Questo è il punto di partenza che crea cambiamento e che accade nel momento in cui il bambino interiore lascia il posto all’azione dell’adulto consapevole.

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Il Counselor tratta le persone che hanno comportamenti egocentrici, narcisisti o megalomani e si affidano per risolvere i disagi che creano problemi nelle loro relazioni e nella vita di tutti i giorni. Nel momento in cui il counselor non è in grado di trattare il soggetto perchè patologico, è importante che lo indirizzi altrove.

Leela Letizia Zacchetti, Counselor Olistico Professionale , http://www.leela.it

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IL PONTE TRA TE E IL DIVINO: IL TANTRA A MILANO OGNI SETTIMANA


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In questi anni ho conosciuto tante persone e amici che si sono messe in gioco in questo viaggio interiore con se stessi e con gli altri. Il corso “Il Ponte tra te e il Divino” è un’opportunità per la propria crescita interiore attraverso la Meditazione, sperimentando il Tantra con un approccio morbido e graduale in uno spazio protetto dove è possibile incontrare un gruppo di persone di cui si fa conoscenza, con la possibilità di diventare amici o a volte anche compagni di vita.

Uno degli aspetti interessanti di questo corso è dato dalla continuità: settimana dopo settimana i partecipanti si conoscono di più e la conoscenza reciproca aiuta a sviluppare la fiducia e a rilassarsi insieme, condizioni importanti per sperimentare il tantra. E’ certamente una bella soddisfazione vedere i partecipanti  affiatati tra loro, amici e complici nello spazio del tantra:  la fiducia cresce e l’energia anche, la guarigione interiore avviene grazie a tutto il gruppo che è come un grande specchio dove ciascuno ha la possibilità di vedere se stesso in tante sue parti.

Ed in questo viaggio alla ricerca di se stessi a volte si incontrano anche le parti ombra, le parti che necessitano di un cambiamento, di una trasformazione. Sono i blocchi e i traumi del bambino ferito che comprendono anche emozioni come paura, rabbia, dolore, sono gli schemi di difesa che agiscono da tempo e  che si traducono a volte in comportamenti poco fluidi…  la meditazione e la voglia di osservarsi e di crescere interiormente porta il partecipante meditatore a voler comprendere cosa gli sta accadendo nel momento in cui l’energia non fluisce con se stesso e con l’altro: questi sono i momenti più preziosi per la propria trasformazione interiore, perchè una volta compreso e risolta la difficoltà relazionale ed emotiva con se stessi e di conseguenza con gli altri, si apre la porta dell’amore e della meditazione, uno spazio in cui si diventa osservatori di tutto ciò che accade dentro e fuori di sé.

Il Ponte tra Te e il Divino è un corso di trenta settimane modulare dove è possibile unirsi al gruppi in tre momenti dell’anno: a ottobre quando inizia “Amare il Corpo”, a fine gennaio quando inizia “L’Arte di Dare e di Ricevere” oppure a maggio, all’inizio di “Relazioni Tantriche”.

Amare il Corpo: dieci settimane per prendere confidenza con il proprio corpo, per sperimentare la gioia e il piacere del corpo, per imparare ad amare il proprio corpo, per portare consapevolezza alle convinzioni invalidanti sul proprio corpo e sulla sessualità e sostituirle con convinzioni positive che aiutano ad aumentare la propria autostima.

L’Arte di Dare e di Ricevere in questo ciclo si sperimenta il dare e il ricevere nello spazio del tantra, una dimensione di rilassamento e di fiducia dove si entra nello spazio della gioia del cuore, una dimensione non giudicante, senza aspettative, libera di essere, dove dare e ricevere sono la gioia e la libertà di fluire insieme.

Relazioni Tantriche è uno dei cicli di questo corso. L’accento è proprio sul relazionarsi nello spazio protetto del Tantra, si parla di relazionarsi e non di relazione perchè il relazionarsi è un divenire, non ci si focalizza sulla “relazione” ma sul proprio modo di relazionarsi, fino ad arrivare a riconoscere la parte divina in se stessi e nell’altro.

Nella lingua sanscrita, Tantra significa “intreccio”; nella visione tantrica, l’intero universo è percepito come un insieme di parti che si uniscono “nel tutto” e in cui “il tutto” si riflette in tutte le sue parti. Così nel Tantra non esiste separazione, ogni parte del tutto ha una sua ragione di essere, e attraverso la trascendenza della polarità avviene la realizzazione dell’uno.

Certo è che per arrivare a questo punto occorre fare tutto un percorso di crescita personale e spesso fare i conti con l’energia del “bambino interiore”, che inevitabilmente affiora quando si sperimentano tematiche come la sessualità e l’intimità e fare si che questo “bambino interiore” ad un certo punto lasci il posto alla consapevolezza del meditatore. Il meditatore impara a non reagire alla situazione ma a rispondere da uno spazio adulto, osserva se stesso, le sue aspettative, le sue frustrazioni, le sue emozioni, la sua mente, i suoi giudizi e le sue paure, oltre che la sua gioia e l’amore che è… e da questo spazio di osservazione si muove verso se stesso e verso l’altro relazionandosi al divino, riconoscendo il divino in sé e riconoscendo il divino nell’altro, con amore, rispetto e profonda accettazione e gratitudine per tutto ciò che è. Il Tantra dunque, visto in questa chiave, è un percorso di auto-consapevolezza basato sulle qualità di amore, consapevolezza e responsabilità. Amore per se stessi e gli altri, consapevolezza di ciò che si è e della realtà circostante, responsabilità per il proprio cambiamento e per far sì che affiori la propria luce interiore.  Il Tantra è sperimentazione , non ti dice ciò che è, non filosofa, ti dice di sperimentare tu stesso, in modo tale che ad un certo punto il tuo “ego” possa scomparire e dallo spazio del nulla, lo spazio della non-mente, tutto può accadere.

Per il Tantra fare è sapere, e non esiste altra conoscenza. A meno che tu non faccia qualcosa, a meno che tu non cambi, a meno che non abbia una diversa prospettiva da cui guardare, con cui guardare, a meno che non ti muova in una dimensione completamente diversa dall’intelletto, non c’è alcuna risposta. Le risposte possono essere date, ma allora sono tutte menzogne.Tutte le filosofie sono menzogne. Tu fai una domanda e la filosofia ti dà una risposta che ti soddisfa o non ti soddisfa; se ti soddisfa ti converti alla filosofia, ma rimani lo stesso; se non ti soddisfa, continui ad andare in cerca di qualche altra filosofia a cui convertirti, ma rimani uguale, non ne sei toccato per nulla, non sei cambiato. Perciò che tu sia hindu, musulmano, cristiano o giainista non fa alcuna differenza. Dietro la facciata di un hindu, di un musulmano o di un cristiano la persona reale è la stessa, sono diversi solo le parole o i vestiti. L’uomo che va in chiesa, al tempio o alla moschea è lo stesso. Solo le facce sono diverse e sono facce false: sono maschere. Dietro le maschere troverete lo stesso uomo, la stessa rabbia, gli stessi atti d’aggressione la stessa violenza, la stessa avidità, la stessa lussuria, tutto uguale. La sessualità musulmana è diversa da quella hindu? La violenza cristiana è diversa da quella hindu? E’ uguale! La realtà rimane la stessa: solo gli abiti cambiano. Il Tantra non si occupa dei tuoi vestiti, il Tantra si 58686_143334189042377_100000973917580_193186_2289118_n[1]occupa di te. Se fai una domanda, essa mostra dove sei. Mostra anche che ovunque tu sia non puoi vedere: ecco perché c’è la domanda. Un cieco chiede: “Che cos’è la luce?” e la filosofia inizierà a rispondere che cosa è la luce. Il Tantra saprà solo questo: se un uomo chiede: “Che cos’è la luce? , questo mostra solo che è cieco. Il Tantra comincerà a lavorare sull’uomo, a cambiarlo, in modo che possa vedere. Il Tantra non dirà che cosa è la luce, il Tantra dirà come raggiungere l’intuizione, come conseguire la vista, come raggiungere la visione. Quando ci sarà la visione, ci sarà la risposta. Il Tantra non vi darà la risposta, ma una tecnica per ottenere la risposta. E questa risposta non sarà intellettuale. Se dici a un cieco qualcosa sulla luce, questo è intellettuale; se il cieco acquista la capacità si vedere, questo è esistenziale. Ecco cosa intendo quando dico che il Tantra è esistenziale. 

Osho, tratto da: Il libro dei segreti

Per informazioni sul programma visita il calendario su http://www.leela.it 

 

 

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SAPER ABBASSARE I PROPRI CONFINI E’ NECESSARIO PER CREARE RELAZIONI APPAGANTI


BAMBINI[1]

 

Uno dei miei precedenti articoli si intitolava “Saper mettere i propri confini è importante per creare relazioni d’amore”. Nella mia nota citavo un noto Osho Therapist, Krishnananda, il quale in uno dei suoi libri ha pubblicato una lista di atti, che ha chiamato “Lista delle invasioni”. Il libro tratta del bambino emozionale interiore, quella parte di noi che ancora vive e che ancora vuole e ha bisogno di essere amata. Il bambino, essendo totalmente dipendente, ama i propri genitori, fonte del suo amore e della sua sopravvivenza. Se per qualche motivo i genitori sono invasivi o abusivi, anche senza volerlo, anche pensando di fare il suo bene, questo bimbo crescerà con una ferita detta “da invasione”. Creerà un suo modo di proteggersi da questa ferita… Esiste poi un’altro tipo di ferita, detta da “abbandono”, tipicamente è una ferita subìta perchè i genitori o non c’erano o c’erano fisicamente ma non erano veramente presenti per il bambino, o non gli davano veramente l’amore di cui aveva bisogno..  questo bambino crescerà portandosi dentro una grande “fame d’amore”, un vuoto che ha bisogno di colmare, perchè non è mai stato veramente nutrito, da un punto di vista umano. Questa persona, crescendo, potrebbe non essere in grado di porre i propri confini, proprio perchè la mancanza di amore è così profonda, che pur di avere una briciola di amore è disposta ad accettare tutto, anche un’invasione, un abuso, un’umiliazione, uno scherno: la paura di far sentire la propria voce e che l’altro disapprovi e l’abbandoni prevale mandando in panico questa persona.

Nel processo di guarigione del bambino emozionale interiore, è importante riconoscere le proprie ferite da invasione che creano uno strato protettivo per il quale la persona è sempre nel “no”, nel non voler ricevere, a causa della mancanza di fiducia negli altri, e le proprie ferite da abbandono, per cui la persona che ne soffre ha la tendenza a dire sempre di “si”, pur di avere un po’ di amore, ma il suo sì non è un si che nasce dal cuore ma dal bisogno di colmare i suoi buchi emozionali profondi. Nel processo di guarigione quindi, le persone che hanno subìto una ferita da abbandono, hanno bisogno di imparare a riconoscere il proprio meccanismo in base al quale  accettano tutto ma in realtà stanno elemosinando amore. Una volta riconosciuto questo meccanismo, occorre che queste persone imparino a mettere i propri confini, cioè a dire “no”, quando si sentono invasi, dove sentirsi invasi è un fatto estremamente soggettivo, dipende dal passato di ognuno. Questo aiuta questo tipo di persone a imparare a sostenersi da soli, a trovare l’amore per se stessi senza elemosinarlo all’esterno, con un conseguente rafforzamento della propria autostima e del proprio potere interiore. E solamente quando hanno imparato a dire “no”, possono imparare ad aprirsi ad un “Si” autentico, a un “si” che viene dal cuore e non dalla fame di amore, poichè hanno trovato l’amore dentro di sé.

Le persone che hanno subìto una ferita da invasione, hanno bisogno di riacquistare la fiducia negli altri,  solo allora possono incominciare ad abbassare la “guardia”, a far cadere i confini che hanno creato per proteggersi, gli stessi confini che hanno permesso loro di sopravvivere ma che hanno anche impedito loro di vivere veramente, attraverso il dare e ricevere amore.

Saper abbassare i propri confini è dunque necessario per creare relazioni d’amore, infatti le relazioni d’amore esistono solamente quando ci si muove dal cuore, quando si è pronti a comprendere l’altro, quando si è capaci di lasciare andare e trasformare la rabbia per le aspettative deluse, o quando addirittura la comprensione è talmente elevata che questa rabbia non esiste più, ma esiste una profonda accettazione dell’altro e della realtà per ciò che è. Tutto ciò avviene quando si ha comprensione e compassione per se stessi e si smette di cercare nell’altro la fonte di soddisfacimento dei propri bisogni, quando ci ricolleghiamo con la nostra sorgente interiore.

Per potere abbassare i propri confini tuttavia occorre avere sviluppato alcune qualità interiori che ci aiutano a muoverci verso ciò che ci fa bene: la fiducia in noi stessi e un buon livello di autostima che ci aiuta a fare azioni verso l’altro superando la paura del rifiuto o dell’invasione; la capacità di ascoltarsi interiormente , che ci aiuta a comprendere quando possiamo permetterci di abbassare i nostri confini e quando invece è necessario “tenere alta” la guardia. Mi spiego meglio: se vai verso una persona con il cuore aperto e questa persona ti ferisce, certamente la tua fiducia crollerà, ti sentirai nuovamente avvilito e ti richiuderai a riccio. Ognuno di noi ha una soglia di tolleranza del “dolore del bambino interiore”. Quando rispetti la tua soglia di tolleranza allora va bene, sei sulla buona strada per creare relazioni di amore.

Tuttavia se gli altri ci feriscono non significa che dobbiamo vivere soli e isolati giustificandoci con il luogo comune che “non abbiamo bisogno di nessuno”, il bisogno dell’altro esiste sempre perchè è anche attraverso lo scambio di amore, piacere, gioia, che ci evolviamo come essere umani ed entriamo in contatto con il divino in noi, ma esiste una enorme differenza tra il “pretendere” amore e arrabbiarsi quando siamo delusi nelle nostre aspettative, e “comunicare” all’altro i nostri bisogni, con rispetto e accettazione di ciò che è, anche di un “no” che arriva, semplicemente perchè l’altro non può darci ciò che chiediamo.

Forse a questo punto qualcuno si chiederà come è possibile abbassare i propri confini con persone che invadono, abusano, che non sono presenti o non sono in qualche modo disponibili, in generale che ci feriscono … la risposta in teoria è semplice, basterebbe stare lontano da ciò che ci fa male. occorre comprendere veramente ciò di cui abbiamo bisogno (vogliamo una relazione? vogliamo un amante? vogliamo più amanti? vogliamo amici fidati? vogliamo un’amico? o un’amica? o altro..?) una volta compreso ciò di cui abbiamo bisogno, cerchiamo di muoverci verso le persone che sono disponibili per noi, che sono aperte all’amicizia, all’amore, e lasciamo perdere le persone che non sono disponibili o ci feriscono.

Possiamo amare tutti indistintamente quando il nostro cuore è aperto e disponibile, ma è un nostro diritto prediligere di relazionarci con persone con cui abbiamo affinità, sintonia e la possibilità di creare una relazione di amore o di amicizia. Inoltre il cuore è fragile, occorre nutrirlo con amore e smettere di sottoporlo a shock e stress continuando a ristimolare le ferite del passato.

Questo non significa che certamente saremo circondati di amici fidati, perchè occorre tenere presente che noi possiamo trovarci bene con alcune persone più che con altre ma questo non significa che chi ci soddisfa in generale debba o possa colmare tutti i nostri “buchi” emozionali interiori, dunque magari accade qualche volta che i nostri stessi amici fidati o il nostro partner ci feriscono, finchè non c’è una grande conoscenza e sensibilità reciproca. E’ dunque necessario che ci prendiamo cura di noi stessi prima di tutto e che sviluppiamo una capacità di osservarci al di là di come è fatto l’altro, riconoscendo la nostra ferita senza dare la colpa all’esterno di noi, ma comunque comunicando all’altro ciò di cui abbiamo bisogno. Se il nostro interlocutore è sufficientemente sensibile sarà aperto a comprenderci, altrimenti continuerà a ferire il nostro bambino interiore e le possibilità che abbiamo sono diverse: subìre passivamente (scelta non consigliata), lottare, accettare l’altro così come è, allontanarci dal dolore per muoverci verso l’amore.

A volte non è semplice ma non è neanche impossibile. Qualcuno ci riesce in fretta, altre persone hanno bisogno di tempo a causa dei condizionamenti , delle paure, delle difese e di tutti i pensieri e meccanismi che abitano la mente , per lo più inconscia, ma se questo è ciò che vuoi veramente, fidati, prima o poi arriverai lì.

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