IMPRESSIONI DI LEELA SU “EVENTO VALORE” DI SICOOL 23-25 MAGGIO 2015 PRESSO LA SEDE DEL C.O.N.I A MILANO


logo evento valore 2015

 

 

Un week-end ricco di idee, spEvento Valore 2015 M. Babusciunti, informazioni, esercizi e interazioni tra i partecipanti, due giorni in cui abbiamo meditato, ascoltato, comunicato, dato e ricevuto contributi di valore, portato noi stessi , ciò che siamo e ciò che vogliamo dare al mondo, come professionisti.

L’evento “Valore”, il primo evento che Sicool (Società Italiana Operatore e Counselor Olistico, a cui sono iscritta dal 2004 e che riconosce e tutela la mia professione di counselor) propone in questo formato, è stato un momento di grande arricchimento interiore e relazionale.

Ho avuto modo di conoscere ed incontrare colleghi di tutta Italia con cui c’è stato in generale un bello scambio di idee per migliorare la nostra professione e fare in modo che l’utente finale possa prendere il meglio dalle nostre compevento valore massimiliano candida franco bertolietenze.

 

Ho potuto ascoltare personaggi di eccellenza in questo campo come presidenti di associazioni di categoria, professori universitari, esperti in questioni importanti che riguardano la professione del counselor, sportivi che hanno portato la loro esperienza professionale e personale di unione tra il mondo sportivo e il mondo spirituale a partire da una personale ricerca interiore.

Il mondo e le discipline olistiche dunque incominciano a non essere più solamente un approccio per qualche utente che non siriconosce nelle soluzioni proposte da professionisti ufficialmente riconosciuti dai nostri ministeri, ma si delinea come un insieme di discipline con una loro metodologia, a volte sistemizzate, che hanno già in alcuni casi validi riscontri su basi scientifiche.

Evento “Valore” è stato un week-end per incontrarsi, conoscersi, imparare e condividere informazioni preziose utili a tutti ed è stato anche un contenito re per riconoscersi nelle scelte professionali e nell’etica del counselor olistico di Sicool.

pubblico all'evento valore 2015

 

Grazie a Candida Mantini e a Massimiliano Babusci per dedicarsi all’evoluzione di  SICOOL con tanta professionalità e dedizione, e grazie anche a tutte le persone che hanno contribuito alla realizzazione di questo evento, una nuova manifestazione di ciò che esprime l’anima dell’Associazione,  che può crescere e portare contributi preziosi per tutti, dato che tutti i soci possono contribuire con le proprie competenze tecniche, idee e con la propria presenza ed essenza, un filo invisibile eppure tangibile che unisce tutti i soci Sicool.

 

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PEACE MEDITATION: SE HAI IL POTERE DI CREARE LA GUERRA HAI ANCHE IL POTERE DI CREARE LA PACE


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“Se hai il potere di creare la guerra, hai anche il potere di creare la Pace”. Veeresh, Peace Meditation

La Peace Meditation è una delle meditazioni sociali create da Veeresh alla Humaniversity.

Essa fu creata in occasione della strage delle Torri Gemelle nel 2001. Veeresh diede il suo contributo alla pace nel mondo creando questa meditazione sociale, la Meditazione della Pace.

Si tratta di un processo interattivo durante il quale abbiamo l’opportunità di osservare noi stessi e la nostra attitudine interiore alla guerra, ovvero al creare conflitti.  Dalla posizione conflittuale arrogante del “io ho ragione e tu hai torto”, si prende poi una posizione precisa sull’attitudine alla guerra, scegliendo consapevolmente di rinunciare al conflitto. La scelta parte dall’ascolto interiore che porta a entrare in contatto con il desiderio di pace e di amore dentro se stessi. Quando riesci a sentire profondamente il desiderio di pace e di amore per te e per gli altri, allora puoi consapevolmente lasciare andare l’attitudine a creare il conflitto e imparare a muoverti verso l’amore.

Le varie fasi della meditazione ci portano poi a ricontattare quella parte “magica” e visionaria che può vedere qualcosa di bello e creare amore intorno a sè, cambiando l’attitudine alla guerra in attitudine di pace per creare un mondo migliore.

Immaginando di essere in pace con se stessi e con gli altri e che tutte le persone intorno lo siano a loro volta, possiamo vedere  e sentire la bellezza di un mondo in cui regnano pace e amore, da cui parte la nostra creazione.

Dunque la maggiore consapevolezza è una presa di coscienza che la pace dipende da noi, è nelle nostre mani e parte da noi. La strada per arrivare alla pace tra le persone è attraverso l’amicizia, la via del cuore. A partire da noi stessi dunque possiamo creare in modo consapevole ciò che è bene per noi. Questo non significa che tutto il mondo lo farà, non significa neanche che siamo in grado di fermare le decine e decine di guerre in atto nel mondo, tuttavia il nostro piccolo contributo è importante per chi ci sta intorno, se incominciamo da noi certamente le persone alle quali piace questo discorso potranno sentirsi vicine a noi e in questo modo potremo creare un movimento pacifico dove la pace è il risultato di una scelta consapevole e di un reale desiderio di amore per se stessi e per gli altri.

Tra confronto, ascolto, danze e abbracci possiamo sentirci dunque più connessi con noi stessi, diventare più consapevoli dei nostri meccanismi verso la guerra e del nostro profondo desiderio di pace, vero per ogni essere umano integro.

 

Peace Meditation al Festival di Osho Miasto nel 2003

Peace Meditation al Festival di Osho Miasto nel 2003

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Veeresh

***

Un uomo di pace non è un pacifista, un uomo di pace è semplicemente un lago di silenzio.

Emana nel mondo un nuovo tipo di energia, canta una nuova canzone.

Vive in un modo totalmente nuovo, la sua stessa vita è grazia, preghiera, compassione.

Crea una maggiore energia di amore in chiunque rimanga toccato da lui.

L’uomo di pace è creativo.

Non è contro la guerra, perché essere contro, qualsiasi cosa, è essere in guerra.

Non è contro la guerra, semplicemente comprende perché la guerra esiste.

E da quella comprensione diventa pieno di pace.

Solo quando ci sono molte persone che sono laghi di pace, di silenzio, di comprensione,

la guerra sparisce.

Soltanto laghi di pace in tutto il mondo…

molti, molti buddha, potranno far nascere una nuova vibrazione, una nuova onda, una nuova consapevolezza,

Tratto dal testo di Osho: “Zen: The Path of Paradox, Vol. II”.

 

Peace Meditation a Milano giovedì 21 maggio 2015, per informazioni visita http://www.leela.it

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CHE COSE’ LA TRANCE DANCE?


Altro sulla Trance Dance …

Il Blog di Leela

La Trance Dance è una danza totalmente spontanea con musica che evoca suoni tribali e suoni della natura, che attraverso un modo di respirare particolare, permette di entrare in uno stato modificato della coscienza e a raggiungere uno stato di estasi in modo totalmente narutale, semplicemente muovendo il corpo e abbandonandosi totalmente alla danza. Durante la Trance Dance c’è il suono del tamburo, che veicola la trance sciamanica.

La Trance Dance proviene da antichissimi rituali sciamanici basati sulla danza spontanea, e così come viene proposta oggi è stata adattata e formattata per l’uomo occidentale.

Il primo effetto della Trance Dance è quella  di ritornare a casa nel corpo, ovvero quello di sentire il corpo e le proprie emozioni. Quando ci si lascia andare alla danza senza aspettative, perdendosi totalmente nella danza, è possibile avere delle visioni, ed è quando accada la trance sciamanica.

Durante il tuo viaggio interiore potresti ritrovarti in…

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TRANCE DANCE: RITORNA A CASA NEL CORPO E NELL’ANIMA


“Guarigione” dei traumi ancestrali con la Trance Dance

Il Blog di Leela

aquila sciamanica

La Trance Dance è uno spazio per danzare in modo totalmente libero, senza schemi e senza  sentirsi giudicati dagli altri per come si muove il proprio corpo.

Durante la Trance Dance infatti il corpo ha piena libertà di muoversi, ovvero il danzatore lascia che il suo corpo si esprima come vuole, senza imporgli delle regole e senza censurare i movimenti.

Lo spazio della Trance Dance è uno spazio protetto nel quale il danzatore danza con una bandana sugli occhi, per facilitare il contatto con se stesso e non essere distratto da tutto ciò che vi è all’esterno, (conduttore, musicisti, altri danzatori …) .

La Trance Dance è abbinata alla respirazione consapevole, ovvero viene data attenzione al respiro e in particolare, per un tempo limitato, si fa il  “respiro del fuoco”, un modo di respirare che consiste in due inspirazioni dal naso e una dalla bocca, e che facilita lo stato di…

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TRANCE DANCE: RITORNA A CASA NEL CORPO E NELL’ANIMA


aquila sciamanica

La Trance Dance è uno spazio per danzare in modo totalmente libero, senza schemi e senza  sentirsi giudicati dagli altri per come si muove il proprio corpo.

Durante la Trance Dance infatti il corpo ha piena libertà di muoversi, ovvero il danzatore lascia che il suo corpo si esprima come vuole, senza imporgli delle regole e senza censurare i movimenti.

Lo spazio della Trance Dance è uno spazio protetto nel quale il danzatore danza con una bandana sugli occhi, per facilitare il contatto con se stesso e non essere distratto da tutto ciò che vi è all’esterno, (conduttore, musicisti, altri danzatori …) .

La Trance Dance è abbinata alla respirazione consapevole, ovvero viene data attenzione al respiro e in particolare, per un tempo limitato, si fa il  “respiro del fuoco”, un modo di respirare che consiste in due inspirazioni dal naso e una dalla bocca, e che facilita lo stato di presenza nel corpo e l’affievolirsi dei pensieri

La musica evoca ambienti tribali, ci sono suoni della natura (animali o ambienti come il mare, le foreste, i fiumi… ) e il tamburo del percussionista dà il ritmo e riporta in contatto con l’energia primordiale, quel tipo di energia che era strettamente connessa con Madre Terra e anche con l’istinto della sopravvivenza su una Madre Terra popolata da tanti suoi figli tutti diversi e tutti occupati a sopravvivere anche a scapito dei propri “fratelli”.

Tutti gli esseri umani portano in sè il ricordo ancestrale del contatto con la Madre Terra: anche se la civilizzazione ha portato l’essere umano a una deprivazione di tutti quei valori sacri che erano connessi con essa e della sensazione di sentirsi parte di un tutto che è il nostro pianeta Terra, questo esiste comunque nelle nostre antiche memorie, e quando si danza con suoni tribali, ritmi che evocano il battito del cuore, suoni che sembrano versi di animali, vengono riportate alla memoria antichissimi ricordi di cui non abbiamo una effettiva testimonianza  ma che sono profondamente registrati nel nostro cervello rettiliano.

Questa parte del nostro cervello è strettamente collegata alla spina dorsale e sembra che nelle terminazioni spino-midollari siano registrati in modo stratificato eventi traumatici che sono stati tramandati nel dna di generazione in generazione, al punto che ora il cervello rettiliano preposto a dare l’allarme in caso di minaccia della sopravvivenza, mantiene la sensazione di tale minaccia e di tutte le sensazioni primordiali perchè profondamente registrate e tali sensazioni vengono rielaborate dalle altre parti del cervello (limbico e corticale) in base alle esperienze attuali, per cui quello che un tempo era una minaccia dovuta a un grosso animale che poteva mangiare l’ominide, oggi è rielaborata e può per esempio diventare la sensazione di minaccia nel percorrere una strada al buio di notte in una città moderna.

Quando il danzatore danza totalmente, si perde nella danza e respira profondamente, la spina dorsale viene mossa e queste memorie vengono riattivate e rielaborate dalle altre parti del cervello, trasformandosi in visioni, sensazioni ed emozioni. Tali informazioni rappresentano il nostro passato e il passato dei nostri antenati e noi portiamo nel nostro corpo e dunque nelle nostre cellule ricordi a volte anche terrificanti che se non vengono rimossi rimangono registrati dentro di noi e attraverso le rielaborazioni del nostro cervello vengono riadattate alla nostra realtà quotidiana.

La Trance Dance dunque è una grande opportunità per rilasciare blocchi e tensioni nel corpo spesso legati a traumi ancestrali che hanno a che fare con la sopravvivenza, ed è proprio per questo che molto spesso, grazie al tamburo e alla musica della Trance Dance che evoca l’ambiente della natura primordiale, si hanno visioni di animali , di esseri umani di altri tempi, per esempio si potrebbe avere la sensazione che si sta danzando intorno a un fuoco insieme ad altre persone, è una visione e si è in uno stato di sogno, di fatto il tuo cervello sta rielaborando immagini che per qualche motivo sono registrate dentro di te… la frequenza cerebrale si è abbassata da uno stato beta a uno stato alfa e tu puoi accedere a queste informazioni che altrimenti non sarebbero disponibili.

La comprensione a un livello razionale e l’integrazione con l’esperienza avviene successivamente,  spesso avvengono delle grandi trasformazioni interiori grazie a questa pratica: più forza, più integrità, più vitalità, più chiarezza: mentre il corpo danza, l'”anima viaggia”.

venerdì 12 giugno 2015. Per informazioni: http://www.leela.it

E’ vietato riprodurre in modo totale o parziale questo contenuto, di proprietà di Leela

copyright 2015 ©

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EGOCENTRISMO, NARCISISMO E MEGALOMANIA


EGOCENTRISMO

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L’egocentrismo è la caratteristica delle persone che ritengono le proprie opinioni o i propri interessi più importanti di quelli altrui. La parola deriva dal termine greco έγω che significa “Io”. La tendenza dell’egocentrico è di non mettersi mai nei panni dell’altro. Il soggetto egocentrico si comporta come se fosse al centro dell’universo. È attento ai propri bisogni e sembra ignorare il pensiero altrui, non riesce a cogliere o considerare il punto di vista del resto del mondo.

Secondo lo psicologo svizzero Jean Piaget esiste un periodo nella vita dove tutti siamo egocentrici  che è quella da 0 a 3 anni. L’egocentrismo è una caratteristica tipica del comportamento infantile, che consente di vedere il mondo con se stessi al centro e tutto il resto a cerchi concentrici. In questa situazione il bambino ritiene che tutto sia dovuto e che esista solo la soddisfazione dei propri bisogni. Poi con l’ adolescenza, verso gli 11 anni, ci si apre di più alla considerazione dell’esterno e si comincia a provare empatia verso gli altri.

 

NARCISISMO

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Può definirsi come un disturbo della personalità caratterizzato dall’amore che un soggetto prova per la propria immagine e per se stesso. La parola deriva da Narciso, personaggio della mitologia greca così attratto dalla propria bellezza da rispecchiarsi nell’acqua fino a cadervi eannegare. Le caratteristiche principali del narcisismo sono:

1) reazione alle critiche con rabbia, vergogna o umiliazione;

2) tendenza a sfruttare gli altri per i propri interessi;

3) grandiosità, cioè sensazione di essere importanti, anche in modo immeritato;

4) il sentirsi unici o speciali, e compresi solo da certe persone;

5) fantasie di illimitato successo, potere, amore, bellezza, ecc.;

6) persistente invidia.

 

MEGALOMANIA

megalomane3

La definizione più semplice di megalomania è la concezione di ritenersi a tutti i costi superiore a qualsiasi altro essere umano e da qui la volontà di non accettare e dunque sopprimere o schiacciare chiunque talentato ed intelligente possa essere vicino a questa immagine. Se come abbiamo descritto sopra il narcisista è colui che nell’interazione sociale vuole imporre la sua immagine come “unica” e positiva il megalomane è colui che vive in uno stato di eccesso maniacale permanente, si esprime con un esasperato entusiasmo e con un esagerata considerazione ed apprezzamento di sé.

Contrariamente da quello che appare il megalomane ha una stima di sé bassissima, collegata ad antiche percezioni primarie che possono essere giudizi negativi da parte dell’ambiente, aspettative troppo elevate dai modelli di riferimento,una concezione di deficit e handicap, accompagnati dalla derisione, dal disprezzo o dal compatimento altrui.

Il decorso di questa patologia è un progressivo aumento del livello di stress che può portare a bulimia, inerzia o depressione o al contrario alla tendenza di sfidare il mondo creandosi dei nemici , si crea quasi un allontanamento tra il soggetto e la realtà del mondo circostante perdendo la giusta misura dei valori delle persone e delle cose.

Il carattere del megalomane può avere come caratteristiche la tendenza a primeggiare, esibirsi, attaccare con superbia.

Per superare questo disagio, il megalomane in primo luogo, dovrà scoprire l’origine dell’immagine di sé negativa, valutare se è sorta durante l’infanzia o se è legata ad una concezione di grandezza individuale che tormenta il soggetto. In secondo luogo, dovrà affrontare lo stato di inerzia che può nascere o l’iperattività maniacale come strumento di difesa opposto. Infine dovrà risolvere la radicata dipendenza del soggetto dall’opinione degli altri che vive dentro di sé, aiutandolo a superare il conflitto fra l’immagine sociale visibile agli altri e quella interiorizzata nella sua identità più profonda.

Comunemente possiamo osservare comportamenti egocentrici, narcisisti o megalomani anche nelle persone che incontriamo tutti i giorni. In questo caso non ci sono vere patologie ma tendenze caratteriali alla prepotenza, alla volontà di imporre in modo autoritario la propria immagine od opinione, a considerare sempre se stessi al centro del mondo, senza mai mettersi nei panni degli altri.

Fonte:  www.salutare.info , d.ssa Emanuela Boldrin

****************

L’AIUTO

Il compito del counselor è quello di rendere consapevole il soggetto dei suoi atteggiamenti e comportamenti. E’ importante che il soggetto li riconosca e soprattutto che riconosca quanto questi influiscano negativamente nella sua vita (emozioni negative, pensieri negativi, azioni negative) e nel relazionarsi agli altri, creando situazioni conflittuali che possono portare a distruggere le sue relazioni e ad una profonda solitudine. Infine è importante che il soggetto riconosca i suoi bisogni profondi e insoddisfatti, (come per esempio il bisogno di attenzione e di essere riconosciuto) che possono tutti essere raggruppati in un unico grande bisogno: il bisogno di sentirsi amato. Il bisogno insoddisfatto del bambino che continua a vivere e ad agire nell’adulto (il bambino interiore) , quando non è consapevolizzato, crea frustrazione e soprattutto reazioni negative. Attraverso il percorso di counseling  il soggetto impara ad ascoltare, a sentire e ad accettare la frustrazione (rabbia, dolore), a riconoscere la mancanza di amore del suo bambino interiore e ad abbracciare questo bambino, che come un tempo, anche se oggi è nei panni di un adulto, ha ancora bisogno di sentirti amato; così nel processo di crescita interiore il soggetto diventa “padre” o “madre” di se stesso, ovvero di quella parte che è il suo “bambino interiore”. Questo è il punto di partenza che crea cambiamento e che accade nel momento in cui il bambino interiore lascia il posto all’azione dell’adulto consapevole.

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Il Counselor tratta le persone che hanno comportamenti egocentrici, narcisisti o megalomani e si affidano per risolvere i disagi che creano problemi nelle loro relazioni e nella vita di tutti i giorni. Nel momento in cui il counselor non è in grado di trattare il soggetto perchè patologico, è importante che lo indirizzi altrove.

Leela Letizia Zacchetti, Counselor Olistico Professionale , http://www.leela.it

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copyright Leela 2015 ©

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IL PONTE TRA TE E IL DIVINO: IL TANTRA A MILANO OGNI SETTIMANA


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In questi anni ho conosciuto tante persone e amici che si sono messe in gioco in questo viaggio interiore con se stessi e con gli altri. Il corso “Il Ponte tra te e il Divino” è un’opportunità per la propria crescita interiore attraverso la Meditazione, sperimentando il Tantra con un approccio morbido e graduale in uno spazio protetto dove è possibile incontrare un gruppo di persone di cui si fa conoscenza, con la possibilità di diventare amici o a volte anche compagni di vita.

Uno degli aspetti interessanti di questo corso è dato dalla continuità: settimana dopo settimana i partecipanti si conoscono di più e la conoscenza reciproca aiuta a sviluppare la fiducia e a rilassarsi insieme, condizioni importanti per sperimentare il tantra. E’ certamente una bella soddisfazione vedere i partecipanti  affiatati tra loro, amici e complici nello spazio del tantra:  la fiducia cresce e l’energia anche, la guarigione interiore avviene grazie a tutto il gruppo che è come un grande specchio dove ciascuno ha la possibilità di vedere se stesso in tante sue parti.

Ed in questo viaggio alla ricerca di se stessi a volte si incontrano anche le parti ombra, le parti che necessitano di un cambiamento, di una trasformazione. Sono i blocchi e i traumi del bambino ferito che comprendono anche emozioni come paura, rabbia, dolore, sono gli schemi di difesa che agiscono da tempo e  che si traducono a volte in comportamenti poco fluidi…  la meditazione e la voglia di osservarsi e di crescere interiormente porta il partecipante meditatore a voler comprendere cosa gli sta accadendo nel momento in cui l’energia non fluisce con se stesso e con l’altro: questi sono i momenti più preziosi per la propria trasformazione interiore, perchè una volta compreso e risolta la difficoltà relazionale ed emotiva con se stessi e di conseguenza con gli altri, si apre la porta dell’amore e della meditazione, uno spazio in cui si diventa osservatori di tutto ciò che accade dentro e fuori di sé.

Il Ponte tra Te e il Divino è un corso di trenta settimane modulare dove è possibile unirsi al gruppi in tre momenti dell’anno: a ottobre quando inizia “Amare il Corpo”, a fine gennaio quando inizia “L’Arte di Dare e di Ricevere” oppure a maggio, all’inizio di “Relazioni Tantriche”.

Amare il Corpo: dieci settimane per prendere confidenza con il proprio corpo, per sperimentare la gioia e il piacere del corpo, per imparare ad amare il proprio corpo, per portare consapevolezza alle convinzioni invalidanti sul proprio corpo e sulla sessualità e sostituirle con convinzioni positive che aiutano ad aumentare la propria autostima.

L’Arte di Dare e di Ricevere in questo ciclo si sperimenta il dare e il ricevere nello spazio del tantra, una dimensione di rilassamento e di fiducia dove si entra nello spazio della gioia del cuore, una dimensione non giudicante, senza aspettative, libera di essere, dove dare e ricevere sono la gioia e la libertà di fluire insieme.

Relazioni Tantriche è uno dei cicli di questo corso. L’accento è proprio sul relazionarsi nello spazio protetto del Tantra, si parla di relazionarsi e non di relazione perchè il relazionarsi è un divenire, non ci si focalizza sulla “relazione” ma sul proprio modo di relazionarsi, fino ad arrivare a riconoscere la parte divina in se stessi e nell’altro.

Nella lingua sanscrita, Tantra significa “intreccio”; nella visione tantrica, l’intero universo è percepito come un insieme di parti che si uniscono “nel tutto” e in cui “il tutto” si riflette in tutte le sue parti. Così nel Tantra non esiste separazione, ogni parte del tutto ha una sua ragione di essere, e attraverso la trascendenza della polarità avviene la realizzazione dell’uno.

Certo è che per arrivare a questo punto occorre fare tutto un percorso di crescita personale e spesso fare i conti con l’energia del “bambino interiore”, che inevitabilmente affiora quando si sperimentano tematiche come la sessualità e l’intimità e fare si che questo “bambino interiore” ad un certo punto lasci il posto alla consapevolezza del meditatore. Il meditatore impara a non reagire alla situazione ma a rispondere da uno spazio adulto, osserva se stesso, le sue aspettative, le sue frustrazioni, le sue emozioni, la sua mente, i suoi giudizi e le sue paure, oltre che la sua gioia e l’amore che è… e da questo spazio di osservazione si muove verso se stesso e verso l’altro relazionandosi al divino, riconoscendo il divino in sé e riconoscendo il divino nell’altro, con amore, rispetto e profonda accettazione e gratitudine per tutto ciò che è. Il Tantra dunque, visto in questa chiave, è un percorso di auto-consapevolezza basato sulle qualità di amore, consapevolezza e responsabilità. Amore per se stessi e gli altri, consapevolezza di ciò che si è e della realtà circostante, responsabilità per il proprio cambiamento e per far sì che affiori la propria luce interiore.  Il Tantra è sperimentazione , non ti dice ciò che è, non filosofa, ti dice di sperimentare tu stesso, in modo tale che ad un certo punto il tuo “ego” possa scomparire e dallo spazio del nulla, lo spazio della non-mente, tutto può accadere.

Per il Tantra fare è sapere, e non esiste altra conoscenza. A meno che tu non faccia qualcosa, a meno che tu non cambi, a meno che non abbia una diversa prospettiva da cui guardare, con cui guardare, a meno che non ti muova in una dimensione completamente diversa dall’intelletto, non c’è alcuna risposta. Le risposte possono essere date, ma allora sono tutte menzogne.Tutte le filosofie sono menzogne. Tu fai una domanda e la filosofia ti dà una risposta che ti soddisfa o non ti soddisfa; se ti soddisfa ti converti alla filosofia, ma rimani lo stesso; se non ti soddisfa, continui ad andare in cerca di qualche altra filosofia a cui convertirti, ma rimani uguale, non ne sei toccato per nulla, non sei cambiato. Perciò che tu sia hindu, musulmano, cristiano o giainista non fa alcuna differenza. Dietro la facciata di un hindu, di un musulmano o di un cristiano la persona reale è la stessa, sono diversi solo le parole o i vestiti. L’uomo che va in chiesa, al tempio o alla moschea è lo stesso. Solo le facce sono diverse e sono facce false: sono maschere. Dietro le maschere troverete lo stesso uomo, la stessa rabbia, gli stessi atti d’aggressione la stessa violenza, la stessa avidità, la stessa lussuria, tutto uguale. La sessualità musulmana è diversa da quella hindu? La violenza cristiana è diversa da quella hindu? E’ uguale! La realtà rimane la stessa: solo gli abiti cambiano. Il Tantra non si occupa dei tuoi vestiti, il Tantra si 58686_143334189042377_100000973917580_193186_2289118_n[1]occupa di te. Se fai una domanda, essa mostra dove sei. Mostra anche che ovunque tu sia non puoi vedere: ecco perché c’è la domanda. Un cieco chiede: “Che cos’è la luce?” e la filosofia inizierà a rispondere che cosa è la luce. Il Tantra saprà solo questo: se un uomo chiede: “Che cos’è la luce? , questo mostra solo che è cieco. Il Tantra comincerà a lavorare sull’uomo, a cambiarlo, in modo che possa vedere. Il Tantra non dirà che cosa è la luce, il Tantra dirà come raggiungere l’intuizione, come conseguire la vista, come raggiungere la visione. Quando ci sarà la visione, ci sarà la risposta. Il Tantra non vi darà la risposta, ma una tecnica per ottenere la risposta. E questa risposta non sarà intellettuale. Se dici a un cieco qualcosa sulla luce, questo è intellettuale; se il cieco acquista la capacità si vedere, questo è esistenziale. Ecco cosa intendo quando dico che il Tantra è esistenziale. 

Osho, tratto da: Il libro dei segreti

Per informazioni sul programma visita il calendario su http://www.leela.it 

 

 

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