IL PONTE TRA TE E IL DIVINO: IL TANTRA A MILANO OGNI SETTIMANA


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In questi anni ho conosciuto tante persone e amici che si sono messe in gioco in questo viaggio interiore con se stessi e con gli altri. Il corso “Il Ponte tra te e il Divino” è un’opportunità per la propria crescita interiore attraverso la Meditazione, sperimentando il Tantra con un approccio morbido e graduale in uno spazio protetto dove è possibile incontrare un gruppo di persone di cui si fa conoscenza, con la possibilità di diventare amici o a volte anche compagni di vita.

Uno degli aspetti interessanti di questo corso è dato dalla continuità: settimana dopo settimana i partecipanti si conoscono di più e la conoscenza reciproca aiuta a sviluppare la fiducia e a rilassarsi insieme, condizioni importanti per sperimentare il tantra. E’ certamente una bella soddisfazione vedere i partecipanti  affiatati tra loro, amici e complici nello spazio del tantra:  la fiducia cresce e l’energia anche, la guarigione interiore avviene grazie a tutto il gruppo che è come un grande specchio dove ciascuno ha la possibilità di vedere se stesso in tante sue parti.

Ed in questo viaggio alla ricerca di se stessi a volte si incontrano anche le parti ombra, le parti che necessitano di un cambiamento, di una trasformazione. Sono i blocchi e i traumi del bambino ferito che comprendono anche emozioni come paura, rabbia, dolore, sono gli schemi di difesa che agiscono da tempo e  che si traducono a volte in comportamenti poco fluidi…  la meditazione e la voglia di osservarsi e di crescere interiormente porta il partecipante meditatore a voler comprendere cosa gli sta accadendo nel momento in cui l’energia non fluisce con se stesso e con l’altro: questi sono i momenti più preziosi per la propria trasformazione interiore, perchè una volta compreso e risolta la difficoltà relazionale ed emotiva con se stessi e di conseguenza con gli altri, si apre la porta dell’amore e della meditazione, uno spazio in cui si diventa osservatori di tutto ciò che accade dentro e fuori di sé.

Il Ponte tra Te e il Divino è un corso di trenta settimane modulare dove è possibile unirsi al gruppi in tre momenti dell’anno: a ottobre quando inizia “Amare il Corpo”, a fine gennaio quando inizia “L’Arte di Dare e di Ricevere” oppure a maggio, all’inizio di “Relazioni Tantriche”.

Amare il Corpo: dieci settimane per prendere confidenza con il proprio corpo, per sperimentare la gioia e il piacere del corpo, per imparare ad amare il proprio corpo, per portare consapevolezza alle convinzioni invalidanti sul proprio corpo e sulla sessualità e sostituirle con convinzioni positive che aiutano ad aumentare la propria autostima.

L’Arte di Dare e di Ricevere in questo ciclo si sperimenta il dare e il ricevere nello spazio del tantra, una dimensione di rilassamento e di fiducia dove si entra nello spazio della gioia del cuore, una dimensione non giudicante, senza aspettative, libera di essere, dove dare e ricevere sono la gioia e la libertà di fluire insieme.

Relazioni Tantriche è uno dei cicli di questo corso. L’accento è proprio sul relazionarsi nello spazio protetto del Tantra, si parla di relazionarsi e non di relazione perchè il relazionarsi è un divenire, non ci si focalizza sulla “relazione” ma sul proprio modo di relazionarsi, fino ad arrivare a riconoscere la parte divina in se stessi e nell’altro.

Nella lingua sanscrita, Tantra significa “intreccio”; nella visione tantrica, l’intero universo è percepito come un insieme di parti che si uniscono “nel tutto” e in cui “il tutto” si riflette in tutte le sue parti. Così nel Tantra non esiste separazione, ogni parte del tutto ha una sua ragione di essere, e attraverso la trascendenza della polarità avviene la realizzazione dell’uno.

Certo è che per arrivare a questo punto occorre fare tutto un percorso di crescita personale e spesso fare i conti con l’energia del “bambino interiore”, che inevitabilmente affiora quando si sperimentano tematiche come la sessualità e l’intimità e fare si che questo “bambino interiore” ad un certo punto lasci il posto alla consapevolezza del meditatore. Il meditatore impara a non reagire alla situazione ma a rispondere da uno spazio adulto, osserva se stesso, le sue aspettative, le sue frustrazioni, le sue emozioni, la sua mente, i suoi giudizi e le sue paure, oltre che la sua gioia e l’amore che è… e da questo spazio di osservazione si muove verso se stesso e verso l’altro relazionandosi al divino, riconoscendo il divino in sé e riconoscendo il divino nell’altro, con amore, rispetto e profonda accettazione e gratitudine per tutto ciò che è. Il Tantra dunque, visto in questa chiave, è un percorso di auto-consapevolezza basato sulle qualità di amore, consapevolezza e responsabilità. Amore per se stessi e gli altri, consapevolezza di ciò che si è e della realtà circostante, responsabilità per il proprio cambiamento e per far sì che affiori la propria luce interiore.  Il Tantra è sperimentazione , non ti dice ciò che è, non filosofa, ti dice di sperimentare tu stesso, in modo tale che ad un certo punto il tuo “ego” possa scomparire e dallo spazio del nulla, lo spazio della non-mente, tutto può accadere.

Per il Tantra fare è sapere, e non esiste altra conoscenza. A meno che tu non faccia qualcosa, a meno che tu non cambi, a meno che non abbia una diversa prospettiva da cui guardare, con cui guardare, a meno che non ti muova in una dimensione completamente diversa dall’intelletto, non c’è alcuna risposta. Le risposte possono essere date, ma allora sono tutte menzogne.Tutte le filosofie sono menzogne. Tu fai una domanda e la filosofia ti dà una risposta che ti soddisfa o non ti soddisfa; se ti soddisfa ti converti alla filosofia, ma rimani lo stesso; se non ti soddisfa, continui ad andare in cerca di qualche altra filosofia a cui convertirti, ma rimani uguale, non ne sei toccato per nulla, non sei cambiato. Perciò che tu sia hindu, musulmano, cristiano o giainista non fa alcuna differenza. Dietro la facciata di un hindu, di un musulmano o di un cristiano la persona reale è la stessa, sono diversi solo le parole o i vestiti. L’uomo che va in chiesa, al tempio o alla moschea è lo stesso. Solo le facce sono diverse e sono facce false: sono maschere. Dietro le maschere troverete lo stesso uomo, la stessa rabbia, gli stessi atti d’aggressione la stessa violenza, la stessa avidità, la stessa lussuria, tutto uguale. La sessualità musulmana è diversa da quella hindu? La violenza cristiana è diversa da quella hindu? E’ uguale! La realtà rimane la stessa: solo gli abiti cambiano. Il Tantra non si occupa dei tuoi vestiti, il Tantra si 58686_143334189042377_100000973917580_193186_2289118_n[1]occupa di te. Se fai una domanda, essa mostra dove sei. Mostra anche che ovunque tu sia non puoi vedere: ecco perché c’è la domanda. Un cieco chiede: “Che cos’è la luce?” e la filosofia inizierà a rispondere che cosa è la luce. Il Tantra saprà solo questo: se un uomo chiede: “Che cos’è la luce? , questo mostra solo che è cieco. Il Tantra comincerà a lavorare sull’uomo, a cambiarlo, in modo che possa vedere. Il Tantra non dirà che cosa è la luce, il Tantra dirà come raggiungere l’intuizione, come conseguire la vista, come raggiungere la visione. Quando ci sarà la visione, ci sarà la risposta. Il Tantra non vi darà la risposta, ma una tecnica per ottenere la risposta. E questa risposta non sarà intellettuale. Se dici a un cieco qualcosa sulla luce, questo è intellettuale; se il cieco acquista la capacità si vedere, questo è esistenziale. Ecco cosa intendo quando dico che il Tantra è esistenziale. 

Osho, tratto da: Il libro dei segreti

Per informazioni sul programma visita il calendario su http://www.leela.it 

 

 

3 commenti

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3 risposte a “IL PONTE TRA TE E IL DIVINO: IL TANTRA A MILANO OGNI SETTIMANA

  1. Deva Jayesh

    Ciao Leela, vorrei commentare secondo il mio pensiero il Tantra, per me il Tantra si fonda sulla vita e rappresenta l’arte di vivere e di amare e l’arte di entrare in contatto con la propria fisicità e sensualità. Questa connessione spesso spaventa perchè le vecchie retoriche ci hanno insegnato che questo è sbagliato e spesso ci sentiamo sbagliati; il piacere del corpo le vecchie dottrine religiose lo hanno sempre bollato con il timbro del peccato ma cos’è in realtà il peccato? Per me il peccato è evitare ogni forma di approfondimento sulla nostra esistenza e la sessualità, la sensualità fa parte della nostra esistenza per cui ritengo che il Tantra sia la liberazione da una forma mentis ormai obsoleta.
    Dirò di più: il mondo avrebbe bisogno di tanto Tantra per ritrovare la propria naturalità e tutti dobbiamo assumerci sia il rischio che la responsabilità di una sana esplosione ” Tanto Tantra potrebbe corrispondere a poca aberrazione ” Mi spiego meglio: secondo il mio punto di vista, pienamente opinabile ma mio, la scoperta della propria sessualità e sensualità porta alla naturalezza dei gesti e delle relazioni, è vero che nulla è sbagliato ma quando attraverso il Tantra impari a conoscere te stesso difficilmente poi ti crei problemi di deviazioni negative. Tantissimo Tantra nel mondo potrebbe rappresentare la salvezza dalle brutture e cattiverie dell’umanità. Conoscere se stessi e la propria sensibilità facilita la conoscenza degli altri e dell’altrui sensibilità e questo può evitare tanti stati di pazzia e di frustrazione.
    Questo è il mio pensiero.
    Grazie.
    Deva Jayesh.

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  2. claudio

    Relazioni tantriche: la vita è relazione, il tantra è l’arte di relazionarsi nello stato di nudità, stando nella propria essenza, senza maschere, senza barriere. Il vero incontro con l’altro è incontrare il vero sè stessi, è tuffarsi nel palpito della vita, nella meraviglia del suo mistero.

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  3. Deva Nado

    Ieri 21 maggio durante il tantra settimanale con Leela nella condivisione a coppie dove ognuno diceva all’altro guardandosi negli occhi ‘ cosa apprezzo di te’ – ‘ da te ho bisogno di’ – ‘ con te mi sento’ – ‘ cosa farei con te’ – ho apprezzato la bellezza di questa tecnica . Ho sentito profondamente come un ‘ click’ , come una porta improvvisamente spalancata da un soffio di vento fresco sul mio’ sentire’. La fiducia in me stessa e quindi negli altri cresce in maniera esponenziale . Provo la bellezza ed il piacere così a lungo cercato nel mostrarmi così come sono e di riconoscere il mio giudice interiore e sorridergli accettando anche lui. Questo mi permette di dire al partner che ho di fronte ciò che veramente sento di lui/per lui perchè nessuna cosa detta può ferire l’altro se parte dallo spazio del cuore e della verità. Posso guardarlo negli occhi ed il mio sguardo è straordinariamente rilassato. Comprendo che offrendo quello che io sono in maniera totale ricevo nella stessa misura.Totalmente. Vedo lo specchio e in quel momento di comprensione l’emozione mi fa venire i lacrimoni. Amo anche quelli. Scopro senza più paura ma in totale fiducia che io sono molto ma molto di più di quello che poco tempo fa credevo di essere.Sono profondamente grata mi viene da dire all’universo intero e a Leela e ai miei compagni di meditazione per questa guarigione che sta accadendo in me giorno dopo giorno. Oggi vedo il divino che c’è in me e lo amo .Namastè

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