SAPER ABBASSARE I PROPRI CONFINI E’ NECESSARIO PER CREARE RELAZIONI APPAGANTI


BAMBINI[1]

 

Uno dei miei precedenti articoli si intitolava “Saper mettere i propri confini è importante per creare relazioni d’amore”. Nella mia nota citavo un noto Osho Therapist, Krishnananda, il quale in uno dei suoi libri ha pubblicato una lista di atti, che ha chiamato “Lista delle invasioni”. Il libro tratta del bambino emozionale interiore, quella parte di noi che ancora vive e che ancora vuole e ha bisogno di essere amata. Il bambino, essendo totalmente dipendente, ama i propri genitori, fonte del suo amore e della sua sopravvivenza. Se per qualche motivo i genitori sono invasivi o abusivi, anche senza volerlo, anche pensando di fare il suo bene, questo bimbo crescerà con una ferita detta “da invasione”. Creerà un suo modo di proteggersi da questa ferita… Esiste poi un’altro tipo di ferita, detta da “abbandono”, tipicamente è una ferita subìta perchè i genitori o non c’erano o c’erano fisicamente ma non erano veramente presenti per il bambino, o non gli davano veramente l’amore di cui aveva bisogno..  questo bambino crescerà portandosi dentro una grande “fame d’amore”, un vuoto che ha bisogno di colmare, perchè non è mai stato veramente nutrito, da un punto di vista umano. Questa persona, crescendo, potrebbe non essere in grado di porre i propri confini, proprio perchè la mancanza di amore è così profonda, che pur di avere una briciola di amore è disposta ad accettare tutto, anche un’invasione, un abuso, un’umiliazione, uno scherno: la paura di far sentire la propria voce e che l’altro disapprovi e l’abbandoni prevale mandando in panico questa persona.

Nel processo di guarigione del bambino emozionale interiore, è importante riconoscere le proprie ferite da invasione che creano uno strato protettivo per il quale la persona è sempre nel “no”, nel non voler ricevere, a causa della mancanza di fiducia negli altri, e le proprie ferite da abbandono, per cui la persona che ne soffre ha la tendenza a dire sempre di “si”, pur di avere un po’ di amore, ma il suo sì non è un si che nasce dal cuore ma dal bisogno di colmare i suoi buchi emozionali profondi. Nel processo di guarigione quindi, le persone che hanno subìto una ferita da abbandono, hanno bisogno di imparare a riconoscere il proprio meccanismo in base al quale  accettano tutto ma in realtà stanno elemosinando amore. Una volta riconosciuto questo meccanismo, occorre che queste persone imparino a mettere i propri confini, cioè a dire “no”, quando si sentono invasi, dove sentirsi invasi è un fatto estremamente soggettivo, dipende dal passato di ognuno. Questo aiuta questo tipo di persone a imparare a sostenersi da soli, a trovare l’amore per se stessi senza elemosinarlo all’esterno, con un conseguente rafforzamento della propria autostima e del proprio potere interiore. E solamente quando hanno imparato a dire “no”, possono imparare ad aprirsi ad un “Si” autentico, a un “si” che viene dal cuore e non dalla fame di amore, poichè hanno trovato l’amore dentro di sé.

Le persone che hanno subìto una ferita da invasione, hanno bisogno di riacquistare la fiducia negli altri,  solo allora possono incominciare ad abbassare la “guardia”, a far cadere i confini che hanno creato per proteggersi, gli stessi confini che hanno permesso loro di sopravvivere ma che hanno anche impedito loro di vivere veramente, attraverso il dare e ricevere amore.

Saper abbassare i propri confini è dunque necessario per creare relazioni d’amore, infatti le relazioni d’amore esistono solamente quando ci si muove dal cuore, quando si è pronti a comprendere l’altro, quando si è capaci di lasciare andare e trasformare la rabbia per le aspettative deluse, o quando addirittura la comprensione è talmente elevata che questa rabbia non esiste più, ma esiste una profonda accettazione dell’altro e della realtà per ciò che è. Tutto ciò avviene quando si ha comprensione e compassione per se stessi e si smette di cercare nell’altro la fonte di soddisfacimento dei propri bisogni, quando ci ricolleghiamo con la nostra sorgente interiore.

Per potere abbassare i propri confini tuttavia occorre avere sviluppato alcune qualità interiori che ci aiutano a muoverci verso ciò che ci fa bene: la fiducia in noi stessi e un buon livello di autostima che ci aiuta a fare azioni verso l’altro superando la paura del rifiuto o dell’invasione; la capacità di ascoltarsi interiormente , che ci aiuta a comprendere quando possiamo permetterci di abbassare i nostri confini e quando invece è necessario “tenere alta” la guardia. Mi spiego meglio: se vai verso una persona con il cuore aperto e questa persona ti ferisce, certamente la tua fiducia crollerà, ti sentirai nuovamente avvilito e ti richiuderai a riccio. Ognuno di noi ha una soglia di tolleranza del “dolore del bambino interiore”. Quando rispetti la tua soglia di tolleranza allora va bene, sei sulla buona strada per creare relazioni di amore.

Tuttavia se gli altri ci feriscono non significa che dobbiamo vivere soli e isolati giustificandoci con il luogo comune che “non abbiamo bisogno di nessuno”, il bisogno dell’altro esiste sempre perchè è anche attraverso lo scambio di amore, piacere, gioia, che ci evolviamo come essere umani ed entriamo in contatto con il divino in noi, ma esiste una enorme differenza tra il “pretendere” amore e arrabbiarsi quando siamo delusi nelle nostre aspettative, e “comunicare” all’altro i nostri bisogni, con rispetto e accettazione di ciò che è, anche di un “no” che arriva, semplicemente perchè l’altro non può darci ciò che chiediamo.

Forse a questo punto qualcuno si chiederà come è possibile abbassare i propri confini con persone che invadono, abusano, che non sono presenti o non sono in qualche modo disponibili, in generale che ci feriscono … la risposta in teoria è semplice, basterebbe stare lontano da ciò che ci fa male. occorre comprendere veramente ciò di cui abbiamo bisogno (vogliamo una relazione? vogliamo un amante? vogliamo più amanti? vogliamo amici fidati? vogliamo un’amico? o un’amica? o altro..?) una volta compreso ciò di cui abbiamo bisogno, cerchiamo di muoverci verso le persone che sono disponibili per noi, che sono aperte all’amicizia, all’amore, e lasciamo perdere le persone che non sono disponibili o ci feriscono.

Possiamo amare tutti indistintamente quando il nostro cuore è aperto e disponibile, ma è un nostro diritto prediligere di relazionarci con persone con cui abbiamo affinità, sintonia e la possibilità di creare una relazione di amore o di amicizia. Inoltre il cuore è fragile, occorre nutrirlo con amore e smettere di sottoporlo a shock e stress continuando a ristimolare le ferite del passato.

Questo non significa che certamente saremo circondati di amici fidati, perchè occorre tenere presente che noi possiamo trovarci bene con alcune persone più che con altre ma questo non significa che chi ci soddisfa in generale debba o possa colmare tutti i nostri “buchi” emozionali interiori, dunque magari accade qualche volta che i nostri stessi amici fidati o il nostro partner ci feriscono, finchè non c’è una grande conoscenza e sensibilità reciproca. E’ dunque necessario che ci prendiamo cura di noi stessi prima di tutto e che sviluppiamo una capacità di osservarci al di là di come è fatto l’altro, riconoscendo la nostra ferita senza dare la colpa all’esterno di noi, ma comunque comunicando all’altro ciò di cui abbiamo bisogno. Se il nostro interlocutore è sufficientemente sensibile sarà aperto a comprenderci, altrimenti continuerà a ferire il nostro bambino interiore e le possibilità che abbiamo sono diverse: subìre passivamente (scelta non consigliata), lottare, accettare l’altro così come è, allontanarci dal dolore per muoverci verso l’amore.

A volte non è semplice ma non è neanche impossibile. Qualcuno ci riesce in fretta, altre persone hanno bisogno di tempo a causa dei condizionamenti , delle paure, delle difese e di tutti i pensieri e meccanismi che abitano la mente , per lo più inconscia, ma se questo è ciò che vuoi veramente, fidati, prima o poi arriverai lì.

sito web: http://www.leela.it

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